Bacoli, l’antica Bauli e le sue meraviglie

Scritto da il 3 agosto 2021

Nel consueto appuntamento dedicato alla valorizzazione del territorio, oggi abbiamo giocato con Bacoli, una città di 27’000 abitanti della provincia di Napoli, primo comune nord ovest della penisola flegrea, situato sul golfo di Pozzuoli, comprende le antiche località greco-romane di Baia, Fusato, Miseno, una parte di Cuma, nonché Miliscola (da militum schola), sede della flotta pretoria degli imperatori romani.

Bacoli infatti fu fondata dagli antichi romani che la chiamarono col nome di Bauli. In epoca romana era un luogo di villeggiatura rinomato quasi quanto la vicina Baia. Quinto Aurelio Simmaco è stato uno storico, senatore e scrittore romano, considerato il più importante oratore in lingua latina della sua epoca (vissuto fra il IV e il V secolo), disse di Bauli: “Lasciai quel luogo perché c’era pericolo che se mi fossi affezionato troppo al soggiorno di Bauli, tutti gli altri luoghi che mi restano da vedere non mi sarebbero piaciuti”

Dell’antica Bauli si conservano a tutt’ oggi i resti delle Cento Camerelle, il cosiddetto Sepolcro di Agrippina (mamma di Nerone), la Piscina Mirabile, cioè la più grande cisterna nota mai costruita dagli antichi romani, una cattedrale sotterranea, alta 15 metri lunga 72 e larga 25, ricoperta da una volta a botte sostenuta da 48 enormi pilastri cruciformi. La capacità della cisterna era si 12’000 metri cubi di acqua, acqua che proveniva direttamente dal Serino, in provincia di Avellino, sito situato ad una quota di 330 metri e pensate un po’ con un tragitto di 100 chilometri. L’appellativo Mirabilis è da attribuire al grande poeta toscano Francesco Petrarca che nel corso di una sua visita la definì “Ammirabile”. La cisterna aveva l’importante funzione di approvvigionare di acqua le numerose navi appartenenti alla Classis Misenensis, della Marina militare romana (alcune fonti non ufficiali dicono che addirittura il famoso corpo armato americano dei Marines prendono il nome proprio da questo luogo di Bacoli). Nell’era augustea Bacoli diventò addirittura il principale avamposto militare e capitale elettiva della politica, della cultura e della mondanità insieme alla vicina Baia che come abbiamo detto già prima era un luogo di villeggiatura romano.

Inoltre a Bacoli sono presenti anche altri siti appartenenti a periodi fra virgolette più recenti, parliamo del 18° secolo, con la dinastia dei Borbone dove nell’area del Fusaro (una frazione di Bacoli), all’epoca scarsamente abitata, costruirono una riserva di caccia e pesca, la cosiddetta Casina Vanvitelliana, prende il nome dal famoso architetto Luigi Vanvitelli, lo stesso Vanvitelli della Reggia di Caserta.
La Casina Vanvitelliana fu adibita come residenza di ospiti illustri e luogo di vacanza e relax per i Borbone. Casina inoltre durante i nostri anni porta un identificazione errata, infatti viene spesso chiamata la “Villa di Pinocchio”, perché confusa con la struttura a palafitta che è presente nel film “Le avventure di Pinocchio di Comencini” del 1972, la struttura nel film si trova in Provincia di Viterbo. La casina è tutt’oggi visitabile solo il Sabato e la Domenica.
La casina ultimamente ha fatto da sfondo per un centro vaccinale sul territorio, in particolare il centro vaccinale è stato organizzato nella vicina sala ostrichina costruita successivamente alla Casina Vanvitelliana.

 

Riascolta da qui l’intervista a Vincenzo Caputo (Pro Loco di Bacoli)


Bruno Gaipa

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