Braconaro: “Il caso Ibra faccia scuola: ecco come si può ridurre il periodo di quarantena”

Scritto da il 11 giugno 2020

A Radio Punto Nuovo è intervenuto Francesco Braconaro, membro della Commisione medica FIGC: “Quella intrapresa è la strada migliore, percorsa con prudenza. Parliamo di una situazione grave e quindi tutte le componenti hanno lavorato, remato, nella stessa direzione. Oggi si tenta di trovare una soluzione per la quarantena dei 14 giorni, potrebbero esserci degli spiragli: stiamo valutando per capire cosa si può fare in merito. Il faro che illumina la nostra strada sono le curve epidemiologiche. Ad oggi siamo in una situazione buona, ma non ottima, bisogna attendere i dati di queste ultime settimane, alla luce anche di tutti i test effettuati. Ormai c’è una liberalizzazione piuttosto ampia, quindi mi aspetto che agosto – ma anche metà luglio, volendo essere ottimista – in proiezione sia un mese verso i 0 contagi anche in Lombardia. A questo punto si potrebbe tornare ad una pseudo-normalità. Nel CTS ci sono professionisti di grande fama, tuttavia dobbiamo anticipare il positivo: aumentare il numero dei tamponi, ogni 48 ore, in modo tale da poterlo individuare in tempi ristretti. Come tutti sanno l’incubazione, dura dai 5 ai 7 giorni per la maggior parte della popolazione. C’è una minima quota di popolazione in cui l’incubazione dura fino a 12-14 giorni”.

CASO IBRAHIMOVIC – “C’è stato il caso di Ibrahimovic che, quando rientrato, gli hanno fatto due tamponi a distanza di 48 ore concedendogli la possibilità di tornare in gruppo. Questa potrebbe essere la strada giusta da percorrere. Alla luce di ciò che vediamo e che ci dicono professionisti, pare che la virulenza dei Covid positivi asintomatici, è ristretta. Test sierologici e salivari? Il test sierologico non ci dice se un individuo potrebbe essere infetto, non ci dà certezze. Il test salivare potrebbe facilitarci, ma attualmente non ci sono test validati”.

72 ore? “Secondo me non ci permettono di fare due tamponi, rilancio a 96 ore. Se riusciamo a stabilire – come FIGC – proposte che abbiano un fondamento logico e scientifico, possiamo avere una risposta dal CTS. Il messaggio fondamentale non deve essere dimenticato: responsabilità. Siamo stati straordinari finora, con unità nazionale, capisco i ragazzi, ma indossare la mascherina è fondamentale. Questa bestia passa di uomo in uomo, ognuno deve fare il proprio dovere per aiutare gli altri”.

Valeria Cardillo
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