Campania da scoprire: vi portiamo alla Certosa di san Martino!

Scritto da il 17 luglio 2021

Costruita dagli Angioini nel 1300 è in realtà oggi uno dei luoghi simbolo del barocco a Napoli. La chiesa, il chiostro spettacolare ma anche un museo ricco, adatto anche i bambini, in uno dei posti più panoramici della città di Napoli.

 

Campania da scoprire: vi portiamo alla Certosa di san Martino

Nell’ultimo appuntamento con Campania da Scoprire, la rubrica settimanale di Radio Punto Nuovo dedicata alla regione, abbiamo parlato della Certosa di San Martino, uno dei siti culturali più importanti del Sud Italia.

A guidarci in una visita virtuale la guida turistica Valentina Mirra.

La Certosa di San Martino, si trova sulla collina del Vomero, accanto a Castel Sant’Elmo. In questo luogo, che fino alle fine dell’800 era una zona di campagna, fuori dalle mura cittadine, nel 1300 gli Angioini decisero di costruire un monastero certosino. Della struttura medievale è rimasto ben poco come ci racconta Valentina Mirra. La  Certosa di San Martino, infatti, come spesso succedeva ai monumenti, è stata rimaneggiata in epoca barocca ed è considerata, oggi, una delle più belle espressioni artistiche di quel periodo.

Tanti i motivi per non perdere una visita alla Certosa. Innanzitutto è un’occasione per capire come si svolgeva la vita dei monaci certosini, per apprezzare una delle più belle vedute della città e perché, come sottolinea Valentina, è un museo adatto anche ai bambini. Il museo della Certosa vanta infatti una ricca sezione presepiale,  una sezione navale e il cortile delle carrozze, di solito molto amati dai piccoli visitatori.

Di recente è stata anche inaugurata una nuova sezione dedicata alla Cona dei Lani, un insieme monumentale di opere in terracotta che facevano parte della ricca decorazione della distrutta cappella dei Lani nella chiesa di Sant’Eligio al Mercato. I grandi frammenti vennero ritrovati per la prima volta durante i lavori del dopoguerra. Erano stati sepolti sotto il pavimento della Cappella dei Lani (bucceri o macellai), che in origine accoglieva la straordinaria impresa decorativa. L’interramento fu eseguito nel Settecento, quando la chiesa venne sottoposta ad un lavoro di modernizzazione. Dopo un lungo lavoro di restauro e di una parziale ricomposizione di quello che doveva essere l’impianto originario, migliaia sono infatti i pezzi ritrovati, la Cona dei Lani può essere considerata la più grande opera in terracotta policroma dell’Italia meridionale.

 

 

 

 

 

ASCOLTA LA VISITA VIRTUALE CON VALENTINA MIRRA

 

Katia Manna

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