Cenare come gli Antichi Romani, si può.

Scritto da il 26 novembre 2019

Ordiniamo una Pizza? Un sushi? Ma no, proviamo un’archeocena!

 

 

Cos’è un’archeocena?

Un’archeocena è, sostanzialmente, la rievocazione di un banchetto di epoca romana.
Si cena seguendo gli usi e le tradizioni dell’epoca, ad esempio le fasi della cena erano diverse dalle nostre: non c’era la divisione tra antipasto, primo, secondo ecc.

Piuttosto si inizia con la Promulsis che è una sorta di aperitivo dove di beve vino mielato che predispone lo stomaco ad accogliere il vino e il cibo serviti successivamente.

Segue quindi la Gustatio dove vengono servite le portate di uova, legumi, ortaggi, verdure.

C’è poi la Prima Mensa dove si mangiano le carni e la Seconda Mensa con i dolci.
Anticamente i banchetti terminavano con il Simposio dove si chiacchierava e si giocava bevendo vino. Anche questa tradizione la rispettiamo a pieno.

Le portate e i vini proposti sono elaborate seguendo i testi originali e vanno dalla fondazione di Roma fino al 5 sec dC tenendo conto della stratificazione sociale  romana e dell’espansione geografica di Roma stessa.

Le ricette  sono quanto più conformi alle fonti originali.

In altre parole non c’è contaminazione di ingredienti come patate, pomodori, zucchero che all’epoca non erano conosciuti.
Se c’è una pietanza che piace praticamente a tutti questa è l’ Embractum Baianum. In pratica è un piatto di frutti di mare preparati con il vino dolce, il sedano, il coriandolo in semi, il cumino e la frutta secca. Piace perché è incredibile come cozze, vongole e lupini si armonizzino con il sapore agrodolce

Una pietanza verso la quale si è diffidenti è un vino mulsum.

Il racconto di Pasquale Sarnataro, il cuoco delle Menadi.

Ascoltala qui!

Elisa D'Avino

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