Prandelli: “Scudetto? Un bene se lo vincesse il Napoli. Non bastano gli ingaggi alti per vincere”

Scritto da il 10 settembre 2019

Ai microfoni di Radio Punto Nuovo è intervenuto l’ex CT Cesare Prandelli. Ecco l’analisi della griglia della Gazzetta

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, trasmissione con Umberto Chiariello in onda su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Cesare Prandelli, allenatore: Monte ingaggi? E’ un problema delicato, è chiaro che se hai la possibilità di operare sul mercato con un grande portafoglio, puoi programmare una squadra competitiva. Se non ce l’hai, devi progettare in vista del futuro, molte squadre si sono attrezzate in questo modo. C’è bisogno di una grande collaborazione tra staff tecnico e società, si può far tutto nel calcio. L’importante è avere una sensibilità e capacità di comprendere come opera una squadra. La storia nel calcio insegna che non vinci sempre con un grande monte ingaggi: guardate il Real Madrid dei Galacticos.

Sono sempre più convinto che se una squadra riesce a migliorarsi ogni anno sotto l’aspetto tecnico, può raggiungere grandi obiettivi. Il Napoli ha dimostrato di avere una solida base societaria, ha trattenuto giocatori e si è migliorata nei ruoli che Ancelotti riteneva necessari. I numeri non vanno giudicati, vanno letti, però è un problema che c’è sempre stato, è la realtà dei fatti. E’ per questo che dico se sono una squadra che non può permettersi un grosso monte ingaggi, devo guardare con lungimiranza, formandomi da solo i giocatori. Il calcio è sempre stato questo, niente di nuovo. Se vediamo negli ultimi 30 anni chi vince gli scudetti, sono sempre le stesse 4-5 squadre”.

L’Italia di Mancini? “Gruppo eccezionale, molti giovani in un progetto tecnico vincente. Tra qualche anno avranno più maturità, esperienza e consapevolezza. Si arriverà agli europei con esuberanza, voglia di arrivare e dimostrare. Lavoro eccellente.Chiaro che in questi anni la Juventus è stata più brava e capace a programmare, molte squadre hanno cercato di non essere subito competitive, rinforzando la diretta interessata, vedi le cessioni di Higuain e Pjanic, mi pare che quest’anno sia cambiata la filosofia.

Le piccole-medio squadre, come facevano a competere con la Juve di Platini? “Vogliamo fotocopiare il calcio inglese? Dividiamo in parti uguali gli introiti televisivi. Per me la griglia è Juventus-Napoli-Inter, Napoli molto vicina alla Juventus. Spodestamento dal trono della Juventus? Farebbe bene a tutti, meno che ai tifosi della Juventus. Da tifoso del calcio, vorrebbe dire avere molte squadre competitive che lottano fino alla fine, grande interesse e grande partecipazione ed entusiasmo dei tifosi”.

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Valeria Cardillo

Praticante Giornalista, 19 anni, vivo in provincia di Napoli e nutro un amore viscerale per la mia città.
Faccio del giornalismo la mia passione, in particolare sul fronte sportivo. Studente in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali.
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valeriacardillo@hotmail.it
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