CICCHELLA: “Mi sento napolamericano: ho il cuore napoletano e la testa americana”

Scritto da il 20 giugno 2022

Cerco di essere un artista completo, studio musica da quanto avevo 8 anni. Avevo paura di disorientare il pubblico, ora preparo un album musicale”

Frank Cicchella, noto artista napoletano che negli anni si è messo fortemente in mostra con le sue doti di comico, imitatore e intrattenitore, ha sempre avuto uno spiccato talento nel mondo della musica. Oggi fa il suo debutto discografico con la canzone ‘Sempe cu mme’ in un singolo ricco d’amore. Cicchella è stato nostro ospite in studio: “Sarà un percorso nuovo. Dentro di me hanno sempre convissuto il Francesco cantante e il Francesco comico-intrattenitore. L’uno è sempre stato al servizio dell’altro e adesso invece gli diamo il suo spazio. Il testo è molto semplice, diretto, che esprime un concetto che credo appartenga all’universo maschile. Ovvero quello di avere difficoltà nell’esprimere i sentimenti. Quando si tratta di metterci a nudo noi maschi siamo un po’ restii, abbiamo le nostre difficoltà e preferiamo essere pragmatici dimostrando con i fatti i sentimenti che proviamo. Quindi il testo parla di questo, in maniera semplice, diretta, con un linguaggio che è di tutti i giorni. Salvo il fatto che mescola napoletano e inglese. È una cosa che esiste già, la faceva Pino Daniele, è stata ripresa da Liberato, altri cantanti partenopei. Ognuno degli artisti che ha fatto questo tipo di mash-up tra le due lingue lo ha fatto a modo suo. Anche io credo di aver trovato il mio modo di mescolare i due idiomi, ancora diverso da quello che è stato già fatto. La novità assoluta è utilizzare il napoletano su un sound che è di respiro internazionale e si rifà a tutta una serie di cose. Il napoletano su questo tipo di sound penso non sia stato mai utilizzato. Napolamericano è una definizione che ho sposato subito, rispecchia il modo in cui mi sento. Dico sempre che ho sempre il cuore napoletano e la testa americana. Ho una concezione molto americana del mio essere artista, quindi da qui il fatto che provo ad essere completo. Concepisco l’artista come se debba sempre essere pronto a fare qualsiasi cosa sul palco. Il Francesco musicista e cantante è nato insieme a quello comico. La musica è la prima cosa che ho preso seriamente, ho iniziato a studiarla a 8 anni quando mi sono avvicinato al pianoforte. All’età di 3 anni facevo delle imitazioni. Però allo stesso tempo suonavo il pianoforte a orecchio. La musica mi è sempre appartenuta e io ho sempre scritto pezzi, canzoni. Ho attraversato varie fasi di scrittura, ho nel cassetto un pezzo molto bello che appartiene a un mondo cantautorale, quasi ‘baglioniano’. Per un motivo o per un altro non ho mai tirato fuori questo materiale, anche perché ho sempre avuto il timore che questa cosa avesse potuto disorientare il pubblico che mi seguiva da tempo. In Italia siamo poco abituati a vedere artisti che spaziano su varie cose, li collochiamo per quello che fanno. Quindi questa cosa mi ha sempre un po’ spaventato. Ora ho superato questa visione e sono stato incoraggiato da questo progetto che è venuto fuori. La gente che mi segue da tempo sa che io canto, mi percepisce come un cantante. Molti mi hanno anche chiesto ‘Quando fai un pezzo tuo? Quando incidi un disco?’. Poi però c’è sempre il rischio che lo fai e le persone sono abituate a vederti far ridere. Avevo questa paura che ho superato. Uno degli effetti positivi della pandemia, per volerne trovare qualcuno, è che ha rappresentato un reset su tante cose e ha cambiato il modo di vederne altre. Secondo me è stato il momento giusto. Tra l’altro il progetto è nato in quel periodo, tra una serie tv su Netflix, una partita alla play-station, una videochiamata con gli amici. C’è stato spazio per la musica, in quel periodo con Sebastiano Esposito – il producer che insieme a me ha curato gli arrangiamenti e la produzione musicale del pezzo e degli altri brani che sono venuti fuori. Ci siamo messi a giocare, a fare musica, è nato il progetto che mi ha convinto e queta cosa mi ha aiutato ulteriormente a pensare che potesse essere il momento di fregarmene di questa cosa. Si arriverà ad un album, questa è l’intenzione. Per adesso ci sono quattro/cinque singoli da tirare fuori. Il mio tour? Dopo il debutto all’ Augusteo e il passaggio per il Manzoni di Milano, il vero e proprio tour teatrale partirà da ottobre. Tornerò nuovamente al Manzoni, sarò poi a Roma e in giro per tutte le città italiane. Tornerò a Napoli a marzo al Teatro Diana. In anteprima posso dire che il 13 luglio sarò a Salerno, alla Tenuta dei Normanni. La tappa campana più a portata di mano al momento è questa”.

RIASCOLTA DA QUI L’INTERVISTA A FRANK CICCHELLA


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