Commissario ad acta Lega Serie A: “Supercoppa in Arabia? Critiche legittime. ADL ha ragione su un tema”

Scritto da il 19 dicembre 2019

A Radio Punto Nuovo è intervenuto Giancarlo Abete, commissario ad acta Lega Serie A“Mi sono dimesso, ho detto che erano irrevocabili e nel Giugno 2014 ho lasciato la federazione. Mi hanno proposto alla presidenza della federazione, ma avendo fatto il massimo di mandati, non era possibile la candidatura. Io numero uno? Forse in ordine alfabetico (ride, ndr)”.

Come sciogliamo la Lega? “Come sempre quando si evoca la parola commissionariamento, si dà un significato eccessivo. Essendo il Presidente della Lega, una persona che la rappresenta legalmente, c’è bisogno di uno che ne assuma il ruolo. L’unico obiettivo è quello di far eleggere il presidente del futuro, che non sarò io per assoluta indisponibilità. Ho concluso la mia attività di dirigente – quasi – a tempo pieno, sono con grande soddisfazione a disposizione, sono un traghettatore, l’ha usato anche il presidente federale questo termine”.

Chi è il nuovo Dante? “Il soggetto che le società riterranno capace per questo ruolo. Io l’ho già fatto nel 2009 e non c’era la funzione dell’amministratore delegato, quindi c’era bisogno di più impegno e funzioni. Oggi c’è bisogno di rappresentanza legale, rapporto con le società, ma non il gestore della Lega, che fa l’amministratore delegato. Al di là di ciò che accadrà, le società dovranno capire che il problema è eleggere un uomo adatto”.

Diritti televisivi? “De Laurentiis ha ragione quando nel bilancio la Federazione evidenzia che il calcio di Serie A contribuisce alle entrate fiscali per il 70%. La problematica è strategica per le società, non solo di Serie A, ma per tutto lo sport italiano. Nel 2009 si stavano portando avanti e concludendo le trattative per i diritti televisivi, firmai un contratto. Ma il ruolo centrale lo svolge l’assemblea delle società, è previsto che siano loro con maggioranze qualificate ad individuare il soggetto vincitore del bando. Abbiamo ancora un po’ di tempo, siamo ancora all’interno del triennio precedente, ma bisogna accelerare. L’elezione del presidente aiuterebbe sicuramente a risolvere queste problematiche”.

Supercoppa? “Vado in Lega come pacificatore, non accendo fuochi. E’ naturale e legittima una critica, è importante che il calcio italiano si apra al mercato internazionale. Molte altre leghe su mercati internazionali hanno risultati migliori, ma nel merito delle scelte – per correttezza nei confronti dei miei predecessori – preferisco non commentare”.

Sarri? “Lo conosco benissimo, abbiamo colloquiato molto quando ha avuto a Roma il premio dell’etica dell’Universita di Tor Vergata. La storia di grandi allenatori che hanno vinto tutto, come Carlo Ancelotti, può essere contrassegnata anche da momenti di difficoltà e quindi di questo epilogo non atteso con il Napoli. Rimane la qualità del professionista, ma le scelte sono frutto di valutazioni della società. Certamente ci si aspettava molto di più. Il livello di concorrenza cresce con Inter, Lazio e Roma: il campionato è bello perché ogni settimana ci regala emozioni diverse”.

Valeria Cardillo
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