Enzo Gragnaniello, il razzismo un’entità che si impossessa delle persone deboli

Scritto da il 12 febbraio 2022

“Il razzismo un’entità che si impossessa delle persone deboli. Il mio album nasce durante la pandemia, tra cartoni animati e chitarra. A Napoli sono nel posto giusto, bisogna sentirsi un frammento di questa città per essere napoletani”

Oggi, sabato 12 febbraio, alle ore 21 Enzo Gragnaniello si esibirà al Trianon Viviani. Protagonista il suo ultimo album di successo, ‘Rint’ ‘o posto sbagliato’. È sold out, grande riscontro per lo spettacolo. Il Maestro Gragnaniello è stato ospite di Radio Punto Nuovo: “A Napoli sono nel posto giusto. Il posto sbagliato è uno stato mentale, un comportamento malsano, tutto quello che è sbagliato si trova nel posto sbagliato. Il razzismo limita innanzitutto chi è di fatto razzista. Questo più che un pensiero è un’entità e si impossessa delle persone deboli, di poco spirito che hanno paura. Allora si indeboliscono e appena vedono un ‘diverso’ vogliono scaricare le loro frustrazioni. Le prime vittime sono loro”.

Una parte di questo album è stata scritta durante la pandemia. Le cose prendono forma automaticamente. Durante la pandemia vedevo un cartone animato che mi piaceva e dopo prendevo la chitarra. Lo stato d’animo deve essere rilassato, in sintonia con qualcosa che va oltre il materiale. Non voglio prendere la vita sul serio, questa è una cosa che mi ricorda proprio il cartone animato. Napoli inconsapevolmente abbraccia tutti, ha una cultura così antica e radici così profonde. La passione, il sorriso non mancano mai. Nonostante i tanti problemi vedo quotidianamente sorrisi. Mi è mancato suonare dal vivo, penso un po’ a tutti. Menomale che prendo ogni tanto la chitarra in mano” (ride, ndr).

Nuovi filoni musicali?

“Ascolto ma non seguo nessuno. Seguo ciò che mi affascina e mi emoziona. A volte ho sentito cose molto belle, ma in generale sento una robotizzazione musicale. La musica, a Napoli specialmente, è una cosa magica e ha radici profonde. Bisogna avere queste ultime mettendo sull’albero tanta fantasia, bellezza, altrimenti si perde l’anima. Napoli ha un’anima da rispettare e non è facile essere napoletani. Si nasce così, bisogna sentirsi un frammento di Napoli. Ho scritto centinaia di canzoni in italiano, però ci metto sempre del napoletano dentro perché è lo spirito mio. Napoli non si vede molto dalla melodia ma dagli umori: come un fiore che ha il suo profumo, le melodie hanno un proprio profumo. Là si vede Napoli, quando un artista riesce a trasmettere la profondità della nostra cultura”.

Guarda da qui le foto dell’ospitata (a cura di Maurizio Di Domenico)

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Katia Manna

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