Fotografato il buco nero della Via Lattea. Nel team una ricercatrice napoletana

Scritto da il 16 maggio 2022

Una scoperta sensazionale che conferma anni di studi: nella nostra galassia c’è un buco nero. La fotografia è il risultato di un lavoro che ha coinvolto più di 300 ricercatori di 80 istituti in tutto il mondo.  Federico II e Infn nella collaborazione internazionale con la professoressa Mariafelicia De Laurentis

Nella nostra galassia c’è un buco nero, si chiama Sagittarius A* e ha una massa è circa quattro milioni di volte più grande di quella del Sole. Fino ad oggi solamente ipotizzato, data la difficoltà intrinseca di osservare un oggetto che inghiotte anche la luce, i dati raccolti hanno permesso non solo di dimostrarne l’esistenza, ma anche di produrne un’immagine. La fotografia è il risultato di un lavoro che ha coinvolto più di 300 ricercatori di 80 istituti in tutto il mondo e c’è anche il contributo di Napoli con la Federico II di Napoli e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nella collaborazione internazionale Event Horizon Telescope (Eht) con la professoressa Mariafelicia De Laurentis.

Della straordinaria scoperta ha parlato la ricercatrice partenopea a Radio Punto Nuovo, ecco cosa ci ha raccontato

“Per la prima volta siamo riusciti a vedere un buco nero al centro della nostra galassia. Un argomento al centro anche di altri studi. Se ne era vista indirettamente la presenza, infatti, nel 2020 sono stati premiati con il Nobel due colleghi che avevano osservato (Reinhard Genzel e Andrea Ghez ndr) e avevano capito il mtor votale delel stelle che c’era qualcosa che attraeva il moto di queste stelle. Questa scoperta ci permette di testare la teoria della relatività generale di Einstein“.

Come è stata ottenuta l”immagine?

E’ una foto, è reale. Si tratta di radiazione elettromagnetica catturata e rielaborarata. Con il nostro occhio non è possibile vedere a quelle lunghezze d’onda dello spettro elettromagnetico, quindi, c’è bisogno di ritrasformare le informazioni che abbiamo ricevuto in qualcosa di visibile, ma è un’immagine  reale. il colore utilizzato (il giallo/arancione ndr) è quello che più ci da l’idea del cambio di temperatura intorno al buco nero.

“Il buchi neri sono fondamentali per capire come si connette la meccanica quantistica con la gravitazione”.

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA A MARIAFELICIA DE LAURENTIS

 

Katia Manna

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