Galilei: l’italiano che inventò la scienza moderna

Scritto da il 8 gennaio 2020

L’ultima pagina l’ha scritta proprio oggi, 8 gennaio, del 1642, uno scienziato italiano che ha cambiato la storia della scienza nel mondo, Galileo Galilei. Ha inventato il metodo scientifico, ossia quella procedura rigida che ha permesso negli anni alla scienza di fare progressi.

Nato a Pisa il 15 febbraio 1564 da famiglia di antiche origini ma mezzi modesti, Galileo Galilei era il maggiore dei sette figli di Vincenzo Galilei e Giulia Ammannati, il padre fiorentino della borghesia decaduta, la madre con due porpore cardinalizie nell’albero genealogico.

Qualcuno paragona il metodo di Galilei , nel suo essere rivoluzionario , all’invenzione del linguaggio . Per quasi due millenni nessuno si era azzardato a discutere il pensiero di Aristotele (IV secolo a. C.) secondo cui il moto dei corpi è determinato dalla loro natura, per cui un oggetto pesante cade per esempio più velocemente di uno leggero, teoria che sembra ovvia osservando una pietra e una piuma. Galileo invece la confutò.

PRIMA DI GALILEI
La fisica è ancora quella degli antichi filosofi naturali, principalmente di Aristotele, mentre l’astronomia, nonostante Copernico, è ancora quella del sistema tolemaico. Si può così misurare l’abissale distanza che ci separa da un’epoca – non però così lontana nel tempo – in cui tutta la realtà doveva essere spiegata con i quattro elementi di Empedocle (terra, aria, acqua e fuoco) e con le quattro principali qualità (caldo, freddo, umido e secco). E’ evidente la difficoltà, partendo da questi presupposti, di trovare per ogni cosa una spiegazione adeguata

IL METODO SCIENTIFICO 
Con Galileo Galilei (1564-1642) è stato introdotto il metodo scientifico sperimentale: esso si basa su una prima osservazione, seguita da un esperimento, sviluppato in maniera controllata, in modo tale che si possa riprodurre il fenomeno che si vuole studiare. L’esperimento ha lo scopo di convalidare o confutare l’ipotesi che lo scienziato ha formulato, ipotesi che ha lo scopo di spiegare i meccanismi alla base di quel particolare evento.
 Nel primo caso (convalida dell’ipotesi) si procede con l’esecuzione di un gran numero di esperimenti, in maniera tale che i risultati acquisiti siano attendibili (analisi statistica): i dati raccolti vengono elaborati e successivamente viene formulata una teoria: quest’ultima viene utilizzata, spesso insieme ad altre teorie, per formulare una legge. La teoria ipotizza la causa o le cause all’origine di un fenomeno mentre la legge descrive un fenomeno che avviene con una certa regolarità.

Nel secondo caso (rigetto dell’ipotesi) l’ipotesi viene modificata e sottoposta a nuovi esperimenti.Il metodo scientifico si basa su alcuni presupposti, ad esempio che gli eventi naturali osservati hanno delle cause precise ed identificabili, che ci sono degli schemi utilizzabili per descrivere quanto accade in natura, che se un evento si verifica con una certa frequenza alla base c’è la stessa causa, che ciò che una persona percepisce può essere percepita anche da altri, che si applicano le stesse leggi fondamentali della natura, indipendentemente da dove e quando si verificano determinati eventi.

Il metodo scientifico o sperimentale si articola in due fasi

  •  fase induttiva (cioè dallo studio di dati sperimentali si giunge alla formulazione di una regola universale)
  • fase deduttiva

La fase induttiva si divide inoltre in:

  •  osservazioni e misure (in questa fase si utilizza la strumentazione opportuna e si raccolgono i dati)
  •  formulazione di un’ipotesi, si tenta cioè di spiegare il fenomeno, mediante la “lettura” dei dati sperimentali.

La fase deduttiva si distingue in:

  •  verifica dell’ipotesi (si sottopongono i dati ad una verifica rigorosa, si fanno delle controprove, ecc.)
  •  formulazione di una teoria, nel caso in cui l’ipotesi venga confermata.

In pratica il metodo scientifico è un modo di conseguire informazioni sul meccanismo di eventi naturali proponendo delle risposte alle domande poste: per determinare se le soluzioni proposte sono valide si utilizzano dei test (esperimenti) condotti in maniera rigorosa.

La rigorosità del metodo scientifico risiede nel fatto che una teoria non è mai definitiva ma è suscettibile di modifiche o di sostituzioni, qualora vengano alla luce nuovi aspetti non ancora considerati. Il metodo scientifico richiede una ricerca sistematica di informazioni e un continuo controllo per verificare se le idee preesistenti sono ancora supportate dalle nuove informazioni. Se i nuovi elementi di prova non sono favorevoli, gli scienziati scartano o modificano le loro idee originarie. Il pensiero scientifico viene quindi sottoposto ad una costante critica, una modifica ma anche ad una rivalutazione: è questo che lo rende così grande ed universale.

Bruno Gaipa

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