Galli: “Lockdown per le aree di Milano e Napoli? Possibile, squadre di calcio in bolla”

Scritto da il 29 ottobre 2020

Ai nostri microfoni è intervenuto, il professor Massimo Galli, Direttore malattie infettive all’ospedale Sacco di Milano: “La frase di CR7? Giovane, forte e ricco: può anche non crederci al virus, sarebbe da riderci se non fosse drammatica la situazione. Queste persone che hanno tutto questo seguito non dovrebbero creare ulteriore questo caos. Sulle aree metropolitane di Napoli e Milano stiamo messi male: si deve esser preparati ad interventi più radicali. Non ho nessun piacere nel dirlo: ho apprezzato la decisione ed il coraggio con la quale il Governatore della Campania ha preso decisioni che, più o meno, ci saranno in tutte le altre parti. La questione delle scuole è la più dolorosa di tutte, ma la densità di popolazione, la struttura di molte famiglie, problemi prima e dopo la scuola con la scuola che amplifica trovo che legittimino le posizioni prese dal Governatore. Credo che siano posizioni prese sui dati del CTS: quando si prendono certe decisioni, non si prendono pensando di prendere consenso, ma di perdere consenso. I provvedimenti impopolari implicano coraggio. Campionato di calcio? La creazione di bolle per le aree sottoposte al lockdown potrebbe creare un provvedimento che consenta di continuare a far giocare Napoli, Inter e Milan: può essere una bolla di 3 settimane, anche di un mese, non fino al termine della stagione. Tampone rapido nel protocollo Figc? Ottima introduzione, con uno strumento in più oltre il tampone. Sapere delle cose prima ti consente di intervenire prima ed il tampone rapido ti consente anche maggiore incidenza. 15 minuti per avere un responso con una sensibilità appena inferiore dell’altro classico, con un numero di test ben maggiore. Asintomatici? Nella grande epidemia di marzo, abbiamo fatto il test solo ai malati gravi ed avevamo in proporzione tantissimi morti. Questa è una malattia grave solo nel 5% di quelli che colpisce, moderata nel 30-40%: quando c’è molta infezione in giro, ovvio che il 5% ha maggiore probabilità di verificarsi”.

Riascolta da qui l’intervista completa


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