Gavillucci: “Nicchi spieghi il contratto da 80 mila euro. Cacciato dall’Aia per aver fatto ricorso al Tar”

Scritto da il 14 settembre 2020

In diretta a ‘Punto Nuovo Sport Show’, in onda su Radio Punto Nuovo è intervenuto Claudio Gavillucci, ex arbitro italiano, attualmente arbitro della Federazione inglese.

“Venerdì mi hanno tolto la tessera dell’AIA dalla commissione disciplina d’appello. La sentenza di primo grado è stata confermata e la tessera mi è stata revocata per sempre. C’è l’ultimo grado di giudizio, quindi andrò avanti” – comincia Gavillucci.

“Il provvedimento è una punizione per aver esercitato il mio diritto a ricorrere al TAR per chiedere un risarcimento per ciò che ritengo sia stato un torto subito. Mi hanno detto che non avrei potuto farlo, come invece fanno tantissimi sportivi e società. Non l’ho fatto per tornare in campo, ma perché volevo avere un giudizio dal tribunale civile e non quello sportivo, per capire se fossi stato mandato a casa seguendo il regolamento. Anche il mio avvocato Gianluca Ciotti, associato AIA, è stato sospeso. Ho affrontato temi quali la trasparenza, l’unificazione della C.A.N. A e C.A.N. B, la possibilità di far parlare gli arbitri dopo le gare. Prima di far parlare gli arbitri all’esterno, Nicchi dovrebbe ascoltare gli arbitri all’interno, ascoltare le loro idee. Non mi sono mai messo in contrapposizione con l’Aia ma Le mie rimostranze sono sempre state per migliorare la mia associazione tanto è che sono state recepite, ma comunque venerdì mi sono ritrovato fuori per sempre: questa è l’assurdità. Il TAR è pieno di ricorsi di sportivi, ma non per questo vengono posti al di fuori delle proprie associazioni”.

Contratto di Nicchi come consulente VAR? “Il regolamento dell’AIA parla chiaro: il presidente non può avere come introito principale qualcosa che derivi dal suo ruolo di presidente. Non mi pare di aver letto nessuna smentita e mi pare strano che questo contratto non sia pubblico. Spero che la Procura Federale abbia aperto un fascicolo e stia indagando, se così fosse a questo punto dovrebbe dimettersi. Ha sempre dichiarato di non percepire nessun introito. Il problema è che lui così avrebbe tradito la fiducia dei suoi elettori, che per un rimborso irrisorio, mandano avanti un’attività di volontariato di migliaia di arbitri sul territorio, a differenza sua. Se fosse vero si può capire meglio perché è da 12 anni lì senza aver creato un alternanza politica e vuole ricandidarsi per altri 4 anni. Entro il 15 gennaio dovrà essere eletto il nuovo presidente dell’AIA, che sarà eletto a sua volta dai presidenti delle sezioni territoriali , alcuni . In sezioni numerose ci sono anche dei delegati. Purtroppo con molta probabilità queste elezioni verranno indette tra il 15 novembre ed il 15 dicembre, da Nicchi. Il candidato che si opporrà a Nicchi avrà soltanto un mese di tempo per conoscere le persone che sono state elette, che si ridurrebbe a poco più di una settimana di tempo causa feste e sezioni chiuse. Uno schiaffo alla democrazia e alla par condicio. Il regolamento non dà possibilità di fare campagna elettorale o dichiarazioni prima di 30 giorni di elezione del presidente”.

Alfredo Trentalange? “Ho sentito le voci in giro, è un’occasione da non farsi sfuggire. Ha grandi doti umane, e tecniche riconosciute anche a livello internazionale cosa che serve all’AIA più di tutto. In una democrazia, in un Paese libero, c’è bisogno che chi vada a scontrarsi al voto politico abbia le stesse chances. Come si fa a girare l’Italia in poco più di una settimana, con 200 sezioni? Ci dovrebbe essere un intervento da parte di qualcuno per un cambio di regolamento e dare maggiore spazio a chi si contrappone, senza paura di ritorsione. Chi subentra dovrà cambiare questa legge elettorale. Mi auspico ci sia la possibilità di un cambiamento, dal punto di vista tecnico, e se fosse veramente Trentalange il prossimo presidente, considerando anche il ruolo che ricopre in FIFA da istruttore darebbe una grande opportunità all’Italia”.

Io come volto nuovo della governance? “L’ho scritto nero su bianco nel mio libro. Ho sempre fatto tutto con lo scopo di migliorare la mia associazione, quindi se me lo chiedessero, non mi tirerei indietro”.

Valeria Cardillo
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