IL COVID E LA CRISI DELLA FILIERA ORAFA

Scritto da il 6 aprile 2021

l Covid e la crisi della filiera orafa, Gianni Lepre: “Il settore orafo è allo stremo non solo a causa del lockdown dovuto alla pandemia sanitaria, ma anche e soprattutto grazie a regole e divieti senza una logica apparente che tengono l’Intero settore in scacco con chiusure che, visto il settore merceologico, non prevedono né assembramenti, né possibilità apparenti di diffusione del contagio. Ma nonostante ciò, l’intera filiera del commercio al dettaglio è stata blindata come se fossero ristoranti o bar” .  A denunciare questa situazione paradossale è l’Associazione OroItaly con il suo presidente Salvio Pace: “Il comparto sottolinea Pacenon solo rappresenta il settore di eccellenza del Made in Italy, ma anche un plusvalore economico per interi territori. Continuare a stare chiusi non solo è illogico  ma genera grosse problemi di sopravvivenza per tantissime imprese, come anche tutto il terziario collegato al settore. La nostra richiesta alle istituzioni centrali – ha poi concluso Pace – è molto semplice: permetterci di riaprire i nostri negozi con la regolamentazione dell’ingresso dei possibili clienti, anche in considerazione del fatto che per noi è molto più semplice avendo nei nostri esercizi la doppia porta. Questo non solo eviterebbe il fallimento di tantissime realtà produttive del settore, ma fungerebbe anche da deterrente per chi, nel massimo dello sconforto, cerca strade non lecite per riuscire a sopravvivere”.
Sulla questione è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Punto Nuovo il prof. Gianni Lepre, opinionista economico del TG2, presidente del Club delle Eccellenze di Confesercenti, all’interno del quale esiste anche la sezione orafa, e Segretario Generale di OroItaly. L’Economista ha ribadito le argomentazioni del Presidente Pace chiedendo di rivedere tutta la questione legata alle chiusure ma ha anche affermato: “Sono pienamente in sintonia con le richieste avanzate in merito alla sospensione del pagamento delle tasse, come anche la Cassa integrazione immediata adeguandone i parametri, il blocco dei fitti dei negozi in caso di chiusura ed almeno riduzione del 50% dei fitti fino a fine pandemia; come ancora la sospensione di tasse, contributi e Iva, la sospensione del pagamenti delle utenze ad oltranza fino alla ripresa economica. Tutte richieste legittime di cui, fino a questo momento, nessuno si è fatto carico. L’ultimo decreto denominato ‘Sostegni’ è e resta solo fumo che, molto probabilmente, non diventerà arrosto nemmeno con i soldi del Recovery Fund”. Intanto a Napoli si è costituito anche  il Comitato di gioiellieri e oreficiper il diritto al lavoro e alla sopravvivenza“, rappresentato legalmente dall’avvocato Angelo Pisani. 
Ascolta l’intervista a Gianni Lepre per intero qui:
 
Simonetta de Chiara Ruffo

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