IN VINO VERITAS

Scritto da il 21 luglio 2019

Nel viaggio attraverso le tradizioni e i modi di dire oggi ci focalizziamo sull’espressione In vino veritas
Letteralmente significa nel vino è la verità, per indicare che l’assunzione, anche non eccessiva, di vino facilita il raccontare la verità, per il venir meno di freni inibitori che inducono i sobri a valutare attentamente cosa dire o come relazionarsi con gli altri.

CHI L’HA DETTO
L’autore
 di questa espressione fu Cayo Plinio Cecilio, meglio noto come Plinio “il Vecchio” la quale non è altro che la traduzione dell’espressione popolare di Oino Aletheia, coniato dal poeta greco Alceo di Mitilene.Non v’è dubbio che a volte la disinibizione che producono l’alcool, la rabbia, l’ansia o l’immaturità può rivelare la “verità” che non siamo in grado di esprimere, quando acquistiamo padronanza della nostra coscienza.La frase completa è “in vino veritas, in Aqua Sanitas“, che significa “nel vino c’è la verità, in acqua salute”.

LE RIUNIONI SINCERE
Un altro storico romano, Tacito, ha descritto come i popoli germanici erano abituati a bere durante le riunioni del consiglio, in quanto ritenevano che da ubriachi, nessuno poteva mentire.

IN INGLESE
In inglese, d’altra parte, la frase latina in vino veritas può essere tradotta come “in vino è verità“, che traduce “in vino è la verità“.In vino veritas è anche il titolo di un libro del filosofo danese Søren Kierkegaard che fa parte del volume intitolato “Stages in the way of life“. Si dice che i bambini, i pazzi e gli ubriachi dicono la verità e, che l’alcol elimina le inibizioni e consente a tutte le opinioni di fluire senza censura.

NON E’ L’ALCOL CHE FORMA LE OPINIONI
Tuttavia, non è l’alcol che crea e nutre le nostre opinioni. La formazione di un sistema di valori è una procedura dinamica, individuale, ricca di sfumature e costituita da una serie di elementi che acquisiamo per tutta la vita. Nell‘infanzia le nostre opinioni sono molto limitate. Acquisiamo i nostri valori e non li interroghiamo, non li consideriamo, li diamo per scontati perché non abbiamo ancora la capacità di giudicare. Praticamente abbiamo solo le opinioni della nostra famiglia più vicina, in generale quelle dei nostri genitori. Più tardi le nostre opinioni evolvono con l’età, la scuola, gli insegnanti e i colleghi al lavoro. In seguito arricchiamo il nostro “essere nel mondo” con letture, conversazioni, canzoni, viaggi, film …, una moltitudine di stimoli impossibili da riassumere che lasciano un’impronta. In modo che con tutti gli stimoli che stiamo ricevendo durante l’infanzia, l’adolescenza e la maturità generano un nostro criterio una nostra riflessione e un modo di pensare.Un processo continuo e circolare. Man mano che l’uomo matura e il criterio è arricchito, diventiamo più riflessivi e più sensibili.

CRESCIAMO NOI, CRESCONO I LIMITI
Tuttavia, quei valori che abbiamo acquisito durante l’infanzia e l’adolescenza e poi messo in dubbio dopo aver raggiunto le nostre conclusioni, forse opposte a quelle che ci hanno insegnato da bambini, questi principi hanno imparato, in qualche modo a rimane memorizzati nel cervello.Riflessione e maturità ci sono stati dati e arriva un momento che sembra essere tutto nuovo per noi.Decidiamo, per nostra volontà, che i nostri principi non sono più validi per la persona che siamo oggi. Forse erano per quel bambino, per quell’adolescente e in quel contesto sociale, familiare e culturale, ma non per questo adulto riflessivo, sensibile ed educato.

Man mano che maturiamo aggiungiamo limiti, delimitando le situazioni, definendo le circostanze e prendendo decisioni su come agire, cosa dire, cosa fare a seconda di chi siamo e cosa vogliamo raggiungere tenendo conto dei nostri valori. In questo modo, il cervello lavora in costante conflitto. I popoli germanici come già detto nel paragrafo precedente consigliarono di bere alcolici ai loro politici per impedire loro di mentire nei consigli.Il sospetto che sostanze come l’alcol o stati psichici di disinibizione come l’ansia o la rabbia liberino credenze più primitive dell’essere umano.

Il Talmud babilonese contiene una frase lapidaria: “Entrò il vino e ha lasciato un segreto“, e poi dice: “In tre cose che un uomo si rivela: nel suo bicchiere di vino nella sua borsa e la sua rabbia“.

 

Bruno Gaipa

Nato a Napoli. Giornalista pubblicista dal 2014. Conduttore radiofonico dal 2001. Dal 2012 a Radio Punto Nuovo. Ogni giorno, dalle 6:30 alle 10:00, anima il mattino degli ascoltatori e dalle 14 alle 15 è la voce de "Il Pomeriggio da Supereroi". Da studio, durante le partite dell'Avellino, è il filo diretto con i tifosi.
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