Inchiesta sui rifiuti: 23 indagati

Scritto da il 6 febbraio 2020

Per ragioni “di igiene e sanità” andava realizzato senza ritardo l’impianto di compostaggio di Napoli il cui collaudo e avviamento è programmato per il 2 agosto del 2023 e che doveva essere realizzato tempestivamente.
A sostenerlo sono i magistrati della Procura di Napoli che ieri hanno notificato a 23 persone – tra cui il vice presidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola, l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli, Raffaele De Giudice, e diversi funzionari pubblici – altrettanti inviti a comparire ipotizzando per tutti il reato di omissione di atti d’ufficio nell’ambito di un’inchiesta sul ciclo integrato dei rifiuti in Campania.
La mancata realizzazione di quello e di altri impianti, delle stazioni ecologiche, il mancato conseguimento degli obiettivi per la differenziata, dello smaltimento di ben 5,5 mln di tonnellate di ecoballe e il conseguente trasferimento dei rifiuti al nord e all’estero, avrebbero costretto l’Italia a subire dall’Ue, tra l’altro, sanzioni di 120mila euro al giorno.

Laura De Gisi

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