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Maltempo, fulmine sul tetto che va a fuoco |
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giovedì 23 maggio 2013 |
Momenti di panico la notte scorsa a Polla, in provincia di Salerno, a seguito di un fulmine caduto sul tetto di un'abitazione in località Petrosa. Il fulmine ha causato un corto circuito elettrico dal quale si é generato un incendio nella mansarda dell'abitazione con il conseguente danneggiamento delle travi in legno del sottotetto. Soltanto il tempestivo intervento dei vigili del fuoco del vicino distaccamento di Sala Consilina ha evitato che le fiamme si estendessero all'intero appartamento. Tanto spavento per i proprietari dell'abitazione, una giovane coppia del posto ma nessuna conseguenza per i due. |
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Avellino, rapina in banca da 8mila euro |
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giovedì 23 maggio 2013 |
 Si sono fatti aprire la porta blindata con un escamotage: uno dei due rapinatori che stamattina, poco prima delle dieci hanno fatto irruzione nella sede della filiale di Avellino della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, si è finto un commesso che doveva consegnare una pianta. Una volta penetrati all'interno, i due banditi, a volto scoperto, hanno strattonato i clienti presenti e intimato agli impiegati di alzare le mani. Quindi si sono impossessati di circa otto mila euro in contanti che hanno trovato nelle casse. Prima di andar via, uno dei rapinatori ha tentato di sfilare l'orologio ad uno degli impiegati che però ha reagito. E' seguita una colluttazione durante la quale un altro impiegato ha azionato il dispotivo che bloccava le porte mentre gli altri impiegati insieme ai clienti bloccavano il rapinatore rimasto intrappolato all'interno della filiale. Sul posto è arrivata una pattuglia della Squadra Mobile che ha arrestato il bandito, si tratterebbe di un pregiudicato originario di Giugliano (Napoli). L'altro rapinatore è invece riuscito a fuggire a bordo di un'auto guidata da un complice che lo attendeva poco distante dalla banca, tra via Bellabona e via Carducci, nel centro della città. |
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Omicidio Buonocore, condanne confermate |
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mercoledì 22 maggio 2013 |
 La Corte d'assise d'appello di Napoli ha confermato la condanna rispettivamente a 18 e 21 anni di carcere nei confronti di Giuseppe Avolio e Alberto Amendola, ritenuti colpevoli di avere ucciso, nel settembre 2010, Teresa Buonocore; movente dell'omicidio, il fatto che la donna si fosse costituita parte civile nel processo per gli abusi sessuali subiti da una delle sue due figlie da parte di Enrico Perillo, a sua volta condannato in primo grado all'ergastolo come mandante. I giudici hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale Francesco Iacone, secondo il quale la sentenza emessa dal gup al termine del processo con rito abbreviato era equa. Amarezza è stata espressa dalla sorella di Teresa Buonocore, Pina, secondo la quale le condanne sono troppo miti. I familiari della donna uccisa subiscono poi la beffa del mancato risarcimento: nonostante la conferma della condanna, le parti civili (figlie, madre e sorella della vittima) non hanno ottenuto alcun risarcimento: non era stato chiesto in primo grado dall'allora difensore e di conseguenza l'avvocato Francesco Cristiani, attuale avvocato di parte civile, non ha potuto chiederlo in appello. |
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Fa togliere la maglietta di Silvio a uno studente, è bufera |
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mercoledì 22 maggio 2013 |
I genitori di uno studente di sedici anni che frequenta la prima classe dell'Istituto per geometri Michelangelo Buonarroti di Caserta hanno presentato una denuncia ai Carabinieri nei confronti della professoressa d'inglese del figlio in quanto il 9 maggio scorso - secondo il loro racconto - la docente avrebbe costretto il ragazzo a levarsi una t-shirt con l'effige di Silvio Berlusconi. Secondo i genitori, la professoressa avrebbe anche insultato il giovane facendogli indossare la maglia al contrario. L' episodio, di cui riferisce oggi il quotidiano Il Giornale, è stato confermato dalla dirigente dell'istituto Antonia Di Pippo. "Il fatto - ha spiegato la preside - si è verificato il 9 maggio ma io l'ho saputo dal padre del ragazzo il giorno dopo. Ho subito ascoltato la professoressa che insegna inglese e i compagni di classe del ragazzo e ho attivato, come prescrive la legge, il procedimento disciplinare nei confronti dell' insegnante, che è ancora in corso di istruttoria. Entro dieci giorni deciderò se applicare o meno una sanzione. Posso solo dire - ha concluso - che sono triste perché in undici anni che dirigo questa scuola non era mai successo nulla di simile"."Ciò che preoccupa maggiormente dell'episodio accaduto in una scuola di Caserta non è il fatto in sé, piuttosto che il germe dell'intolleranza, di qualunque genere, venga inoculato nelle giovani generazioni che, per costruzione, sono post ideologiche e dovrebbero essere invece educate al rispetto e alla tolleranza": così Mara Carfagna, portavoce dei deputati Pdl, commenta quanto accaduto alla scuola "Michelangelo Buonarroti" di Caserta. "Stavolta - aggiunge - l'umiliazione è scattata per una maglietta con i colori del Pdl, ma sarebbe stata ugualmente grave se avesse colpito un qualunque altro simbolo, anche di orientamento politico opposto". | | |
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