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Ucciso e bruciato nel Vesuviano per un no a tangente bis |
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Sarebbe stato ucciso per aver detto no alla doppia tangente. E' l'ipotesi investigativa su cui si lavora per chiarire tutte le circostanze dell'uccisione di Carlo Borrelli, l'imprenditore vesuviano trovato bruciato in una discarica abusiva di rifiuti sulla Statale 268. L'uomo avrebbe detto no alla richiesta di pagare due diverse tangenti ad uno stesso clan. A raccontarlo ai magistrati sono stati alcuni pentiti del clan Ascione-Papale di ercolano. Borrelli aveva già pagato la sua tangente ad un altro boss della stessa cosca, attraverso la ristrutturazione gratis dell'appartamento.
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