Intelligenza artificiale nel cinema: finzione o realtà

Scritto da il 19 maggio 2021

L’intelligenza artificiale è la disciplina che si occupa di realizzare macchine “pensanti”, capaci di fare quello che può fare l’uomo e meglio. Nel cinema sono tanti gli esempi: da Matrix a Super Car. Ma c’è un’altra applicazione di AI che ai ricercatori interessa di più, quella che consentirà di salvate vite umane

Intelligenza artificiale nel cinema: finzione o realtà

Nell’ultimo appuntamento di Notizie dallo Spazio abbiamo parlato di intelligenza artificiale, cinema e realtà.

Ospite il ricercatore dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Capodimonte Crescenzo Tortora.

Se pensiamo all’intelligenza artificiale nei film di esempi ce ne sarebbero tanti. Solo per citarne qualcuno, c’è  Matrix con Keanu Reeves, Io Robot con Will Smith oppure Skynet di Terminator. Tutti questi film hanno come argomento centrale le macchine che prendono il sopravvento sull’uomo. Per fortuna esistono anche casi più piacevoli, come ad esempio di KITT, la macchina dotata di Intelligenza, nel telefilm egli anni 80 Supercar con David Hasseloff.

Quando parliamo di Intelligenza artificiale, facciamo riferimento al concetto di intelligenza, e cioè quella capacità umana di acquisire nuove conoscenze, ed arrivare ad utilizzarle per risolvere dei problemi anche mai visti prima. L’intelligenza artificiale è la disciplina che si occupa di realizzare macchine (fammi dire) “pensanti”, capaci di fare quello che può fare l’uomo e meglio.

Ma la macchina può eguagliare e addirittura superare il ragionamento umano?

Così ci risponde Tortora: “i più ambiziosi hanno pensato che l’intelligenza artificiale possa ambire ad essere essa stessa mente, originale, cosciente di sé, capace della duttilità della mente umana, come lo Skynet di Terminator. Altri invece pensano che le macchine possono agire come se avessero un cervello, senza conoscere i processi cognitivi umani, ma riuscendo a risolvere problemi specifici. Quindi se abbandoniamo l’idea delle macchine senzienti della serie Westworld, dell’Uomo bicentenario oppure di Ex Machina, troviamo applicazioni specifiche ai giochi, come AlphaGo, un campione artificiale del gioco Go, che ha sconfitto campioni umani, pensiamo a Siri, Cortana e Alexa, all’utilizzo nei social per controllare il materiale prodotto dai creator, oppure per taggare foto, per la guida automatica, ma anche in medicina”.

Negli ultimi anni data la necessità di analizzare enormi quantità di dati in maniera più efficace e più velocemente dell’uomo l’intelligenza artificiale è diventata una realtà anche in astronomia. Tortora ci spiega infatti che per i suoi studi utilizza una tipologia di reti neurali artificiali, dei software basati sull’intelligenza artificiale che si ispirano alla corteccia visiva degli animali, per riconoscere forme particolari all’interno delle immagini astronomiche, senza l’intervento umano.

Cosa dobbiamo aspettarci per il futuro?

“Ovviamente a noi non serve ambire a costruire lo Skynet di turno”, commenta Crescenzo Tortora, “anche perché non vorremmo essere responsabili della distruzione del mondo, ma abbiamo bisogno di risolutori di problemi, e ci sono ricercatori che lavorano per usare questi strumenti non solo per trovare e studiare le galassie, come facciamo noi, ma anche per aiutare le persone a vivere meglio o per salvare vite umane, ad esempio si stanno sviluppando algoritmi per leggere i dati clinici in tempo per curare meglio le malattie”.

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Katia Manna

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