La Capuzzella del Capitano e il Cimitero delle Fontanelle

Scritto da il 27 maggio 2021

La Capuzzella del Capitano e il Cimitero delle Fontanelle

Oggi Antonello di Martino, Direttore di Mani e Vulcani Magazine, ci porta in uno dei luoghi più suggestivi di Napoli. I napoletani hanno sempre avuto un rapporto molto forte, quasi viscerale con i morti, in particolare con le anime del Purgatorio. Uno dei luoghi simbolo di questo culto amorevole verso le anime in attesa è il Cimitero delle Fontanelle, che si trova in uno dei Rioni più antichi e ricchi di storia di Napoli, Il Rione Sanità. In realtà il Cimitero delle Fontanelle era una cava di tufo, ma con l’arrivo della peste del ‘600 e l’accumularsi di cadaveri, diventò una fossa comune, dove tutte queste persone trovarono una sepoltura. Da quel momento la cava  divenne un cimitero dove nacque il culto tutto popolare della cura e dell’adozione di queste persone. L’adozione delle anime del purgatorio significava e significa ancora oggi prendersi cura di loro con la preghiera e la lucidatura dei teschi o, per meglio dire,  delle capuzzelle.

I DUE SPOSINI E IL CAPITANO

Il Cimitero delle Fontanelle diventa luogo di culto e pellegrinaggi, un luogo che nasconde in sé una miriade di leggende. La leggenda più famosa è senza dubbio quella che riguarda il Capitano.  Il Capitano è senza dubbio tra le capuzzelle più famose del Cimitero delle Fontanelle: custodita in una teca di vetro, ha molti devoti che si affidano a lui. Ma come ogni personaggio famoso, l’origine del mito del Capitano è avvolta dal mistero e dalle molteplici storie che si sono raccontate negli anni. La leggenda più conosciuta è quella dei due sposini, che racconta di una giovane ragazza che era solita andare a pregare il Capitano. Il promesso sposo, non capendo fino in fondo tanta fede e devozione e provando gelosia nei confronti di un morto che attirava le attenzioni dell’amata, decise di accompagnarla per vedere la famosa capuzzella. Arrivato al Cimitero delle Fontanelle, il giovane infilò un bastone nella cavità dell’occhio della capuzzella, e prendendosene gioco, invitò il Capitano  al  proprio matrimonio.
Il giorno delle nozze arrivò tra gli ospiti un uomo sconosciuto con indosso un abito da soldato spagnolo e con un occhio bendato. Avvicinatosi allo sposo, l’invitato misterioso alzò la benda con l’occhio ferito, e aprì la camicia della sua divisa mostrando  il proprio corpo che non era fatto di carne, ma bensì di ossa. Vedendo quella scena i due sposi morirono per lo spavento. Si dice che le ossa dei due giovani siano ancora oggi conservate nella prima stanza del cimitero delle fontanelle sotto la statua di Gaetano Barbati.
Il Cimitero delle Fontanelle è uno dei luoghi più affascinanti di Napoli, un angolo della Sanità ricco di storie, leggende e curiosità che aspettano solo di essere scoperte.
Ascolta l’intervento di Antonello di Martino per intero qui:
Simonetta de Chiara Ruffo

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