La DIA confisca beni per 9 milioni ai clan

Scritto da il 10 ottobre 2018

Il Centro Operativo Dia di Napoli ha eseguito un provvedimento di confisca di beni emesso, su proposta del Direttore della Dia, dal Tribunale di Napoli – Sezione Misure di Prevenzione – nei confronti dei fratelli Giuseppe e Vincenzo Candurro, ritenuti esponenti di vertice del sodalizio del clan Misso, storico gruppo camorristico capeggiato da Giuseppe Misso, radicato ed egemone nel quartiere Sanità che, a partire dagli anni ’80 e fino al 2000, ha determinato le strategie e gli assetti criminali di Napoli.
Le indagini hanno confermato come Vincenzo Candurro, detto “Enzo ‘o barbiere” (in quanto titolare, in passato, di una barberia nel centro storico di Napoli), sia secondo le indagini diventato, nel tempo, il cassiere e uomo di fiducia del citato boss (c’è anche una condanna a suo carico per associazione di tipo mafioso), mentre il fratello Giuseppe si sia, invece, occupato, sempre per conto del clan Misso, del reimpiego in attività economiche di denaro di provenienza illecita.


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