MATILDE SERAO: L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE IN UN MONDO DI UOMINI

Scritto da il 6 maggio 2021

MATILDE SERAO: L’EMANCIPAZIONE FEMMINILE IN UN MONDO DI UOMINI

Matilde Serao si rese conto subito della sua condizione di donna meridionale, trovandosi a sfidare gli uomini di una Italia post-unitaria. Prima donna in Italia redattrice in un giornale popolato da uomini, diventò osservatrice acuta dei costumi e dell’animo umano; con la sua forza riuscì a cambiare la visione novecentesca del giornalismo.

Il suo ruolo forse è stato sottovalutato nel racconto di questo secolo: fondatrice di diversi giornali scrisse 26 romanzi, 160 novelle e fu 6 volte candidata al premio Nobel. Matilde Serao più che come romanziera è ricordata come giornalista, la prima giornalista italiana a raggiungere la fama, prima donna a fondare quotidiani e riviste. Definito giornalismo borghese interclassista, quello della Serao riusciva ad avere lo stesso approccio sia quando si parlava di personaggi che appartenevano al jet set, sia quando si raccontava della miseria dei popolani.

Matilde Serao nasce a Patrasso in Grecia nel 1856, dove il padre Francesco, avvocato della provincia di Caserta dovette fuggire per le idee anti-borboniche, mentre la madre Paolina Bonelly era una nobile decaduta. L’educazione di Matilde fu lenta anche a causa delle ristrettezze economiche della famiglia. Infatti si iscrisse a scuola solo all’età di quindici anni,  velocemente riuscì a conseguire il diploma da maestra e trovò la sua prima un’occupazione come telegrafista. In questo periodo iniziarono  anche le prime collaborazioni con alcuni giornali napoletani. I suoi primi articoli di giornale erano firmati con lo pseudonimo di Tuffolina.

Con la morte della madre Matilde con il padre si trasferì a Roma, dove iniziò la collaborazione con il quotidiano Capitan Fracassa, con lo pseudonimo di Ciquita; sua fu l’idea della rubrica Piccola Posta, che per la prima volta vedeva i lettori interagire con la redazione di un giornale. Tanti i pregiudizi nei suoi confronti, all’interno dei salotti bene romani, anche sulla sua fisicità e sul suo aspetto che poteva sembrare sgraziato. Pregiudizi che col passare del tempo sparirono per lasciare spazio, con la sua fama di donna indipendente, alla curiosità e all’ammirazione.

Nel 1883 pubblica il romanzo Fantasia che la rese famosa, mentre nel 1884 pubblica la sua opera più importante,  Il Ventre di Napoli, opera determinante per il Risanamento della città a seguito delle ripetute epidemie di colera. Lo scontro-incontro nella redazione di un giornale romano determinò la nascita dell’amore tre Matilde Serao ed Edoardo Scarfoglio, anch’egli giornalista, il quale restò affascinato “dalla bruttezza di Matilde, cosi fascinosa e suadente densa di significato”.

Fondarono assieme il Corriere di Roma, e poco dopo il Corriere di Napoli. Nel 1891 Scarfoglio e la Serao lasciarono il Corriere di Napoli, di cui cedettero il proprio quarto di proprietà, e con il ricavato fondarono nel 1892 Il Mattino. Oltre a quello che sarebbe diventato il primo quotidiano del Sud,  fondò altre 3 riviste settimanali culturali tra cui Il Mattino Supplemento che da sola portò avanti, anche con caparbie strategie di comunicazione. 

La lingua utilizzata da Matilde Serao nella sua scrittura è fatta di oscillazioni; ampio spazio infatti è dato al napoletano accanto ai numerosi francesismi utilizzati all’epoca. Descriverà e racconterà di tutto, dalla vita della borghesia napoletana e quella del popolo. Racconterà dei vicoli, la vita degli operai, parlerà di omicidi e di camorra.

Dall’unione con Scarfoglio nacquero quattro figli maschi;  ma mentre la  vita professionale andava avanti con alti e bassi, la vita matrimoniale non fu gioia ma sopportazione. Scarfoglio viveva come se fosse scapolo, la sua fama di sciupafemmine era nota a tutti. Tra le sue amanti era nota Gabrielle Bessard una sciantosa francese. Scarfoglio dopo averla messa incinta si rifiutò di lasciare Matilde. La donna disperata fece un gesto estremo. Il 29 agosto del 1894 si presentò a casa dell’uomo, depose la bambina davanti all’uscio e si sparò un colpo di pistola. Si cercò di non far trapelare la notizia, ma l’importanza della coppia era tale che scoppiò uno scandalo enorme. Gabrielle morì il 5 settembre all’Ospedale degli incurabili. Sua figlia fu data in affidamento proprio alla famiglia Serao, e Matilde diede alla bambina il nome dell’amata madre, Paolina. Fu un colpo durissimo per Matilde che non tollerava più i tradimenti del marito e grazie all’incontro con Giuseppe Natale, giornalista e avvocato molto più giovane di lei, trovò la forza di separarsi da Scarfoglio. Assieme decisero di fondare il giornale Il Giorno, e anche la sua vita privata ritrovò un po’ di serenità; mise al mondo  una figlia a cui diede il nome di Eleonora per omaggiare Eleonora Duse, sua migliore amica.

Fu attenta osservatrice della condizione femminile, imputando al controllo maschile il vero problema della donna, che solo affrancandosi economicamente dall’uomo poteva migliorare la sua condizione. Tra le battaglie per le donne due in particolare: “maledetta la mia gonna” è il rammarico di non poter entrare nelle case chiuse per poter raccontare la situazione delle donne costrette a prostituirsi. Ma Matilde Serao raccontò anche la situazione delle maestrine d’Italia, mandate in giro per la nuova Italia, in luoghi lontanissimi e in balia di tutto, come la maestrina suicida Italia Donati.

I venti di guerra si avvicinavano e iniziavano a scuotere gli animi degli italiani dividendoli. Il quotidiano il Giorno si mise contro alla nascita del nuovo movimento fascista e nel 1922 una squadra d’azione fascista devastò tutta la redazione. Contraria ad ogni forma di guerra nel 1926 pubblicò il suo ultimo libro, Mors Tua e nello stesso anno i fascisti riuscirono con delle forti pressioni a non farle vincere il premio Nobel, che venne consegnato a Grazia Deledda. Donna Matilde morì nel 1926, mentre stava scrivendo il suo ultimo articolo …scrivere, scrivere, scrivere fino alla morte.

Antonello Di Martino, Direttore della testata culturale Mani e Vulcani Magazine è intervenuto stamattina a Radio Punto Nuovo con questo lungo excursus sulla storia di Matilde Serao che puoi riascoltare qui, ma per tutti gli approfondimenti e curiosità basta andare su www.manievulcani.com

 

 

 

 

 

Simonetta de Chiara Ruffo

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