NAPOLI NASCOSTA: I MISTERIOSI OROLOGI DI SANT’ELIGIO

Scritto da il 20 maggio 2021

NAPOLI NASCOSTA: I MISTERIOSI OROLOGI DI SANT’ELIGIO

Questa mattina Antonello Di Martino, Direttore di Mani e Vulcani Magazine  è intervenuto a Radio Punto Nuovo per raccontarci un altro mistero di Napoli: la chiesa di Sant’Eligio Maggiore. La chiesa è un esempio di architettura angioina tra le più antiche della città. Assieme ai suoi misteriosi orologi è un vero  gioiello  tra i vicoletti del Borgo Orefici. Un tempo  dominava su Piazza Mercato, la piazza  delle tre Effe, Feste, Farina e Forca. Oltre ai momenti festivi e di allegria che scandivano la vita del popolo  infatti, la piazza fu anche palcoscenico di momenti dolorosi e cruenti. Qui morì  un giovane Corradino di Svevia, Masaniello e  tanti altri giovani che venivano giustiziati senza pietà.

 

LA CHIESA DI SANT’ELIGIO, PATRONO DEGLI OREFICI

Al tempo di Carlo I d’Angiò, gli orafi napoletani decisero di costruire le proprie botteghe nei pressi della chiesa dedicata a Sant’Eligio, il loro patrono. Edificata nel 1270, la chiesa sorse accanto un ospedale; i due edifici godevano della protezione reale e di diversi privilegi. Quando arrivò il  vicerè spagnolo Don Pedro de Toledo a metà del cinquecento, questi  fondò il “Conservatorio per le vergini”, un educandato femminile in cui le giovani donne venivano istruite al servizio infermieristico proprio presso il vicino ospedale.  L’arco di Sant’Eligio, originario del XV secolo, mette in collegamento il campanile della chiesa con l’ospedale angioino.

I DUE OROLOGI DELLA CHIESA DI SANT’ELIGIO

Sull’arco ci sono due orologi, che ancora oggi destano curiosità, fascino e mistero. Il primo orologio  si trova sul primo piano dell’arco in stile gotico e  sotto la cornice si possono notare due sculture bianche, due testine, che raffigurano una giovane vassalla Irene Malarbi con  il duca Antonello Caracciolo.  I due giovani furono protagonisti di una leggenda dell’epoca cinquecentesca raccontata anche da Benedetto Croce . Si racconta che Antonello Caracciolo durante una battuta di caccia in Calabria si fosse innamorato di una vassalla, Irene Malarbi. La ragazza non ricambiava per il duca nessun sentimento, ma Antonello pur di raggiungere i suoi scopi imprigionò il padre di lei e come riscatto pretese la soddisfazione del suo desiderio passionale. Per salvare il padre la fanciulla fu costretta a donargli la sua virtù. Ma una volta liberato il padre, la famiglia della ragazza cercò giustizia presso Isabella di Trastamara, figlia del re Ferdinando II d’Aragona. Isabella fece condannare Antonello a morte sul patibolo di Campo Moricino  e volle che la fanciulla, vestita di bianco, lo accompagnasse. Prima di morire il Caracciolo fu costretto a sposare Irene e a lasciarle tutti i suoi beni. Qualche giorno dopo isabella di Trasmara volle che le teste dei due giovani fossero scolpite sull’arco accanto alla chiesa.

L’OROLOGIO CON UNA SOLA LANCETTA

Il secondo orologio invece ha una sola lancetta. La spiegazione non ha radici in una leggenda, ma in un fatto recente. Il 28 marzo del 1943 la nave Caterina Costa esplose prima della partenza nel porto di Napoli. Fu una vera e propria tragedia, l’esplosione fece tremare tutta la città. La deflagrazione fu talmente violenta che i frammenti della nave caddero a chilometri di distanza. Una di queste schegge si andò a conficcare proprio nell’orologio di Sant’Eligio distruggendo una lancetta e fermandolo. Per 50 anni l’orologio di Sant’Eligio non venne riparato e continuò a segnare le ore 15:00, l’ora fatale come triste ricordo per tutti i napoletani. Solo nel 1993 si decise a farlo riparare, ma ancora oggi è rimasto con un’unica lancetta a segnare le ore.

Ascolta l’intervento di Antonello Di Martino qui:

 

Simonetta de Chiara Ruffo

Diretta

Radio Punto Nuovo

Current track
TITLE
ARTIST

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi