Nello spazio fa caldo o fa freddo?

Scritto da il 8 febbraio 2022

Nello spazio fa caldo o fa freddo? Dipende. Ma l’astronauta può sopravvivere nello spazio perché all’interno delle tute esistono dei sistemi di raffreddamento. E non dimentichiamoci che la tuta li protegge anche dalle radiazioni ionizzanti del sole e deve essere opportunamente pressurizzata

Nell’ultimo appuntamento con Notizie dallo Spazio abbiamo chiesto all’astrofisico Crescenzo Tortora, dell’Inaf – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, se oltre l’atmosfera, tra le stelle e i pianeti fa caldo o fa freddo.

La risposta  è stata “dipende”. Ecco cosa ci ha spiegato Crescenzo Tortora partendo da alcune precisazioni.

La conduzione avviene all’interno di singoli corpi o due corpi diversi a contatto, in qualsiasi stato (solido, liquido e aeriforme). Se riscaldi una pentola, presto anche il manico diventerà bollente. La convezione, invece, si presenta solo nei liquidi e gas. Si verifica quando, ad esempio, si riscalda un fluido per conduzione (l’acqua nella pentola che bolle). L’acqua calda tende a salire, e quella fredda a scendere. Nel plasma delle stelle o nell’atmosfera del nostro pianeta, che sono sistemi altamente caotici, avviene un processo del genere.

L’irraggiamento, infine, è un trasferimento di energia che avviene attraverso onde elettromagnetiche. La principale fonte di calore per la Terra è quello trasmesso dalla luce del Sole, che quando impatta su un materiale, aumenta l’energia cinetica delle particelle del materiale, aumentandone la temperatura.

Nello spazio vuoto, fuori dall’atmosfera terrestre, non essendoci atomi e molecole, non c’è attrito, ma non c’è nemmeno scambio di calore per conduzione e per convezione. Se mi trovassi con la mia tuta spaziale a galleggiare nello spazio, nella stazione spaziale o anche sulla Luna, come in Gravity o The Martian, la principale fonte di calore è quella per irraggiamento, perché la luce del sole mi colpirebbe. L’esterno della tuta potrebbe passare da più di 100 gradi se esposta al sole, a -100 gradi se all’ombra. Fortunatamente, sulla Terra la situazione è diversa, perché l’atmosfera e gli oceani redistribuiscono il calore limitando le differenze di temperatura sul pianeta.

Ma come fa l’astronauta a sopravvivere?

Grazie alla tuta, che può essere vista come una astronave. Prima di tutto, la tuta deve avere un colore particolare. La tuta spaziale di “The Martian” è arancione, e in “2001: odissea nello spazio” si vede una tuta rossa. Nella realtà, i primi astronauti americani e russi usavano tute argentate, ma il miglior colore per le tute spaziali è il bianco, come abbiamo visto nei film “Gravity” e “Interstellar”, che riesce a riflettere meglio parte della luce del sole e quindi il calore. E inoltre, l’astronauta si mantiene a temperature accettabili perché all’interno delle tute esistono dei sistemi di raffreddamento. E non dimentichiamoci che la tuta li protegge anche dalle radiazioni ionizzanti del sole e deve essere opportunamente pressurizzata.

Quindi, la temperatura nello spazio dipende  se si è esposti direttamente alla luce di una stella o meno. Ovviamente le temperatura in gioco sono estreme, ma non tanto come quelle nelle stelle dove si raggiungono, migliaia di gradi sulla sua superficie ai diversi milioni di gradi nel suo interno.

ASCOLTA L’INTERVISTA COMPLETA A CRESCENZO TORTORA

Katia Manna

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