Niente carcere per il branco che stuprò una ragazzina di 15 anni

Scritto da il 20 marzo 2017

In 11, tutti minorenni, un anno fa furono arrestati e finirono in comunità per avere stuprato e filmato ripetutamente una 15enne, costringendola a sottostare alle violenze del branco con la minaccia di diffondere i video hard realizzati in un bosco. Accadde a Pimonte, paese dei Monti Lattari. Stamane il gup del Tribunale dei Minori di Napoli ha disposto un programma di riabilitazione per gli 11 ragazzi (uno di loro all’epoca era 13enne e quindi non imputabile). Sono destinati a tornare a scuola o lavorare (uno di loro ha raggiunto i 18 anni di età), svolgere attività sportive e di volontariato. L’unica restrizione disposta dal giudice è di non avvicinare in alcun modo la vittima, ma di adoperarsi per ristabilire – mediante adeguati comportamenti e scuse – dei buoni rapporti con lei dalla quale devono ottenere il perdono. Per il resto, ultimati i compiti scolastici o lavorativi, quelli sportivi e di volontariato, potranno essere liberi di uscire e frequentare i propri amici in locali o in piazza. Se in questo periodo i minorenni fileranno dritti, i reati di cui ora sono accusati saranno estinti. È quanto accadrà davanti al giudice tra un anno e mezzo, quando cioè i ragazzi dovranno ripresentarsi in Tribunale per la valutazione del modo in cui hanno vissuto in questi mesi. Se cioè avranno ottemperato a tutte le prescrizioni previste a loro carico. Chiunque di loro, invece, dovesse venire meno alle disposizioni imposte dal giudice si vedrà revocare il programma di riabilitazione e sarà sottoposto a giudizio immediato, ma questa volta non ci saranno attenuanti a cui appellarsi. Durante questi mesi, i ragazzi non saranno quindi persi di vista dagli assistenti sociali e dagli psicologi del Tribunale e nella valutazione prevista al termine di questo periodo di riabilitazione, saranno inclusi anche la frequenza e il profitto scolastico.


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