Notizie dallo Spazio: come si “battezzano” i pianeti

Scritto da il 23 giugno 2022

Dalla mitologia greca alla letteratura inglese, ecco come vengono scelti i nomi dei corpi celesti

A Notizie dallo Spazio torniamo a parlare dei nomi di pianeti e asteroidi. Con l’astronomo Crescenzo Tortora dell’Inaf Osservatorio di Capodimonte, scopriamo come nascono e cosa guida i ricercatori nella scelta di nomi destinati a restare nella storiadell’astronomia.

Ecco cosa ci ha raccontato:

“L’ultima volta ho terminato il mio intervento parlando dei nomi dei satelliti di Giove, raccontando come molti dei suoi satelliti avessero nomi di amanti del mattacchione Re degli dei. Un mio amico e collega, che si occupa proprio di planetologia, mi ricordava che nel 2011 la NASA lanciò una missione spaziale verso Giove, arrivata nel 2016 e che sta studiando il pianeta. Per andare a spiare e controllare Giove chi ci avranno mandato? La NASA ci ha mandato Juno, Giunone, il nome della sposa (più volte tradita) di Zeus.

Ma Giove è stato oggetto anche di altri eventi simpatici. Prima di tutto, dovete sapere che lungo la sua orbita Giove è preceduto e seguito da 2 gruppetti di asteroidi, che sono dei corpi celesti per lo più con diametri inferiori al chilometro e senza forma definita, esiste una regione tra Marte e Giove dove ce ne sono a bizzeffe. Ritornando a Giove, gli astronomi hanno chiamato questi asteroidi con i nomi degli eroi che parteciparono alla Guerra di Troia. Essi si dividono in 2 gruppi: il campo greco o gruppo di Achille, e quello troiano, o gruppo di Patroclo. Prima che venisse deciso questo schema, i primi due asteroidi vennero chiamati Patroclo e Ettore, e la cosa particolare è che ora si trovano nei campi sbagliati, Patroclo, greco si trova nel campo troviano, e vicevera, Ettore, troiano, è nel campo greco. Poveri loro!

Restiamo nel sistema solare, e cerchiamo qualche altra curiosità. I satelliti naturali di Marte, gli unici due, sono Fobos e Deimos, hanno un diamtero di circa 22 e 12 km ognuno, sono piccolissimi, nella mitologia greca, figli di Ares e Afrodite, e cioè di Marte e Venere. Il più grande satellite naturale di Saturno si chiama Titano, i titani erano degli dei più antichi di quelli dell’olimpo, nati da Urano e Gea. Da quando fu assegnato questo nome a questo satellite, iniziò la tradizione di chiamare i satelliti di Saturno con i nomi dei titani o di figure legate al Titano Crono, che in latino è proprio Saturno. Tra questi ci sono anche Prometeo e Pandora, il primo rubò il fuoco agli dei, la seconda è famosa per il vaso che non avrebbe dovuto aprire.

Poi c’è l’’ex pianeta Plutone, col nome del dio degli inferi, mai nome così azzeccato per il pianeta che pochi anni fa fu scaraventato all’inferno perché declassato a pianeta nano, i suoi satelliti hanno nomi che evocano presenze tenebrose, Caronte, Notte, Idra, Cerbero e Stige. I  nomi dei satelliti uraniani provengono da opere dei poeti inglesi William Shakespeare ed Alexander Pope, tra gli ultimi cronologicamente scoperti ci sono Stefano, Francisco, Margherita, e tra questi c’è anche un pizzico di Napoli, il satellite Ferdinando, figlio di Alfono Re di Napoli, personaggio de La Tempesta.

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Katia Manna

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