Notizie dallo Spazio: la missione di Samantha Cristiforetti sulla ISS

Scritto da il 3 maggio 2022

La nuova missione Minerva ha preso il via con il lancio di mercoledì 27 aprile quando alle 9,52 ora italiana. Diversi gli esperimenti che vedranno impegnata l’astronauta italiana, 6 sono italiani

 

La nuova missione Minerva ha preso il via con il lancio di mercoledì 27 aprile quando alle 9,52 ora italiana. Il Falcon 9, sulla cui punta c’era la navetta di Space X Dragon Freedom, è partito dal Kennedy Space Center, per raggiungere la stazione spaziale. Samantha ed i suoi colleghi sono arrivati alla Stazione Spaziale Internazionale la notte di giovedì 28 aprile alle 01,37 ora italiana.

Della nuova missione di Samantha Cristoforetti abbiamo parlato nell’ultimo appuntamento di Notizie dallo Spazio con l’astrofisica Amata Mercurio dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Capodimonte.

Ecco cosa ci ha raccontato la ricercatrice: “In questa missione Samantha Cristoforetti, non solo ha il ruolo di leader del segmento orbitale americano (Usos), che comprende anche i moduli europei, giapponesi e canadesi, ma si occuperà anche di importanti esperimenti legati alla ricerca per l’uomo, alla biologia e alle biotecnologie, allo sviluppo e alla dimostrazione di nuove tecnologie, alle scienze fisiche. In particolare 6 di questi esperimenti sono italiani.

Uno è l’esperimento Prometeo che mira a trovare soluzioni per ridurre lo stress ossidativo, uno degli effetti più pericolosi del volo spaziale, che colpisce il sistema nervoso centrale e contribuisce a generare diverse patologie gravi anche sulla Terra, come il Parkinson. prevede il caricamento sulla ISS di 12 Bioreattori, all’interno dei quali saranno ospitati due gruppi di culture: 6 che ospiteranno le cellule trattate con nanoparticelle (NP) a base di polidopamina che si pensa possano fornire protezione antiossidante e supporto neurochimico ai neuroni esposti a gravità alterata e radiazioni cosmiche e 6 EU ospiteranno cellule non trattate.

Grazie a questo esperimento saranno possibili missioni umane più lunghe nello spazio, anche attraverso un sostegno ai pazienti a terra. Con l’esperimento Ovospace, invece, Samantha studierà invece gli effetti della microgravità sull’apparato riproduttivo femminile attraverso una coltura di cellule ovariche bovine che saranno incubate a 37°C per 72 ore in orbita prima di congelarle e rimandarle a Terra per essere analizzate.
Poi verrà studiato l’impatto della microgravità e delle condizioni di radiazione sulle caratteristiche fisio-chimiche, nutrizionali e microbiologiche dell’olio extravergine d’oliva italiano in quanto alimento ricco di antiossidanti e con proprietà antinfiammatorie attraverso l’esperimento Evoo in Space. Ci sarà anche un esperimento che punta a valutare eventuali danni all’apparato uditivo in un ambiente rumoroso con test audiologici sugli astronauti effettuati prima e dopo la missione (Acoustic Diagnostics). I risultati permetteranno di evidenziare o di escludere danni all’apparato uditivo, anche di lieve entità e di natura transitoria, e avranno ricadute sulla progettazione di futuremissioni di lunga durata. Italiano anche l’esperimento Lidal-Light Ion Detector che mira ad ampliare la nostra conoscenza della radiazione cosmica e capire meglio eventuali interazioni con il sistema nervoso centrale umano.

Infine continuerà l‘esperimento NutrIss che monitora il metabolismo muscolare sottoposto a microgravità e adotta speciali accorgimenti mirati a contrastare la perdita di massa magra attraverso il controllo dell’alimentazione. Esso ha, cioè, l’obiettivo di mantenere una composizione corporea ideale evitando l’aumento del rapporto massa grassa-massa magra dovuto all’inattività da microgravità, per l’ottimizzazione delle prestazioni dei membri dell’equipaggio e la qualità della vita nel limitare gli effetti negativi dei voli spaziali. Dopo aver monitorato l’attività metabolica degli astronauti Luca Parmitano e Matthias Maurer nel corso delle precedenti missioni Esa, le analisi su Samantha Cristoforetti durante la missione Minerva permetteranno di avere indicazioni e soluzioni ad hoc per l’organismo degli astronauti donna.

Vorrei sottolineare, così come ha fatto Samantha prima di partire con la navicella che, non a caso, è stata battezzata Freedom, che queste missioni, così come le ricerche scientifiche condotte sono edevono essere un esempio e un simbolo di cooperazione pacifica. Colleghi americani, colleghi russi e colleghi di qualsiasi nazionalità lavorano insieme con la responsabilità di portare avanti unamissione e le ricerche di persone che hanno investito anni e anni di lavoro”.

 

 

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Katia Manna

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