PAOLO BELLI: “Il nuovo album un modo per dire grazie ai grandi Maestri

Scritto da il 11 maggio 2022

“Il nuovo album un modo per dire grazie ai grandi Maestri. Nato durante il lockdown, ho assegnato dei ‘compiti’ ai miei musicisti. Contento della tappa in Campania, ma preoccupato per i chili che prenderò…”

Paolo Belli torna in scena con il suo nuovo album ‘La musica che ci gira intorno’. Un omaggio per tredici canzoni italiane di successo rivisitate in chiave swing, jazz e latin con la sua Big Band. Proprio Paolo Belli è stato ospite di Radio Punto Nuovo: “Non posso nascondere la mia soddisfazione, la mia gioia. Ringrazio molti degli artisti che mi hanno fatto crescere umanamente e artisticamente. Ho fatto lavorare tutti i miei musicisti, in stile grande orchestra, che si faceva una volta. Un album molto particolare, ho con i miei ragazzi dato lustro a delle canzoni che fanno parte del nostro patrimonio artistico ma spesso e volentieri vengono un po’ bistrattate. L’abbiamo fatto in stile swing, che è la cosa che ci viene meglio.

Ho compiuto 60 anni pochi giorni fa e mi sono accorto di quanto io sia stato influenzato da tutti i grandi Maestri come De Gregori, Dalla e tanti altri. È il modo mio migliore per potergli dire grazie. Le canzoni sono quelle cose che ti fanno ricordare dove eri in quel momento, con chi, cosa facevi. Queste canzoni a me hanno dato tantissimo e si prestano perfettamente per essere rivisitate con lo stile grande orchestra, cosa che non fa più nessuno.

È un disco tutto suonato. Non ho nulla contro i computer, anzi li uso spesso per comporre, ma non deve perdersi il fatto che la musica va soprattutto suonata vera. Il computer dà una fantastica rilettura delle cose ma è fredda. Invece il sax, la tromba, la batteria, il basso, il pianoforte, l’armonica a bocca, il flauto, l’ottavino hanno qualcosa che la gente capirà di più quando ascolterà l’album. È un’emozione che ti arriva in maniera acustica, si spiega da sola.

Durante il lockdown, un po’ come tutti, eravamo arrivati a perdere la realtà e non sapevamo come ingannare il tempo. A un certo punto avevo tutti i miei musicisti che erano molto preoccupati e ho pensato di fare come fanno i maestri a scuola: prendevo i miei dischi dei miei Maestri dicendo ‘Tema: domani voglio lo svolgimento e ognuno deve mandare il brano con la propria fantasia che gli si scatena’. Questo è servito per tenere impegnati tutti e poi è arrivato anche un momento in cui ho detto: ‘Ragazzi, sapete che c’è? È talmente bello quello che è stato fatto che appena finito il lockdown ci ritroviamo in uno studio per registrare’. Così è stato. Ho cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno, non sono voluto stare lì inerme a casa.

Ora c’è gran voglia di suonare. Abbiamo iniziato giovedì a Torino e venerdì a Milano. Non posso nascondere la mia gioia, ci sono state le standing ovations a fine spettacolo. In Campania sono felicissimo di venire perché c’è sempre un entusiasmo incredibile, però allo stesso tempo sono un po’ preoccupato dato che ogni volta che vengo torno a casa con 3-4 chili in più e non va bene. Non è un rischio ma una certezza. È un duro lavoro e qualcuno dovrà pur farlo”.

 

 

 

Katia Manna

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