Perle dalle cozze? Ora è possibile

Scritto da il 4 febbraio 2022

Le cozze un giorno potrebbero produrre perle. Il risultato di uno studio svolto dalla campana Sara Fioretti.

 

La biologa marina Sara Fioretti, ricercatrice della Stazione Zoologica di Anton Dohrn di Napoli, ha rilasciato un’intervista a Radio Punto Nuovo riguardo ai risultati di uno studio che le è valso il premio Bernardo Nobile – bandito dall’Area Science Park – per la miglior tesi di dottorato che abbia portato al deposito di un brevetto.

Ai microfono di Radio Punto Nuovo la giovane ricercatrice ha spiegato le origini e i risultati del suo studio.

Le cozze un giorno potrebbero produrre perle. So che fa sorridere questa cosa di un organismo che non ci fa pensare a qualcosa di bello da associare, invece, a qualcosa che rappresenta la bellezza per antonomasia. E invece è possibile, parliamo di un mollusco, il ‘mitilo’ in termini scientifici. Si tratta di un mollusco bivalve, un po’ come le telline, le vongole. I molluschi sono in grado di mettere in atto un sistema di difesa, nel senso se entra tra le conchiglie un granello di sabbia, un agente patogeno, sanno isolarlo piano piano continuando a vivere. Costruiscono attorno all’agente estraneo una conchiglia capovolta, quindi è proprio la formazione della perla che avviene in questo modo. Anche l’ostrica è un mollusco e agisce in questo modo.

Tutte le perle che troviamo in commercio sono in realtà indotte, si effettua un’operazione quasi chirurgica. L’agente esterno si mette all’interno della conchiglia e pian piano la si fa sviluppare come perla. Quindi perché non farlo anche con le cozze? Ho innestato una pallina di plastica e la tecnica funziona, per questo è stata brevettata. Utilizzando un innesto di plastica la qualità della perla non potrà essere eccellente. Però in prospettiva futura c’è l’intenzione di utilizzare vari tipi di innesto, magari fatti già di madre perla, quindi di carbonato di calcio e ottenere un prodotto di qualità migliore”.

La ricercatrice svolto la sua tesi all’Ischia Marine Center della stazione marittima Anton Dohrn di Napoli.”La Stazione Anton Dohrn è un centro di ricerca, tra i più antichi in Europa per la biologia marina e risulta tra gli istituti importanti per la ricerca a livello mondiale. Mi fa piacere che questa cosa sia nata lungo le nostre coste perché la mitilicoltura è un’attività economica di rilievo sia per le coste campane che per il territorio nazionale. Sarebbe bello incrementare ancora di più questa filiera. Con questo sistema si potrebbe pensare di utilizzare parti di mare che purtroppo non sono più utili ai fini alimentari, per mettere allevamenti di organismi poi eduli. Potrebbe essere un altro vantaggio di questa tecnica. Ora partiremo con prove per migliorare da un punto di vista tecnico questo prodotto. Il tempo di crescita della perla, dell’organismo, quindi tra sei mesi e un anno”.

 

ASCOLTA L’NTERVISTA COMPLETA

 

Katia Manna

Diretta

Radio Punto Nuovo

Current track
TITLE
ARTIST

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi