Roma-Napoli, sfida tra bomber

Scritto da il 12 ottobre 2017

Il calcio champagne e l’avvolgente possesso palla del Napoli di Sarri o la gestione disciplinata e le fiammate a intermittenza della Roma di Di Francesco? Il Derby del Sud di sabato fa da spartiacque al girone d’andata. Il Napoli vola a punteggio pieno, la Roma avanza in penombra avendo una gara da recuperare, ma per tutti resta comunque la Juventus la favorita. Il record di punti delle due squadre l’anno scorso ha fatto solo il solletico al sesto scudetto dei campioni. Se i Sarri-boys bisseranno lo spettacolo offerto con la Lazio la loro fuga prenderà sostanza, altrimenti si rimescoleranno le carte con una Serie A a cinque punte. La sfida del gol tra Dzeko e Mertens (62 gol in due nel 2017) e quelle tra i capitani De Rossi e Hamsik faranno da traino al confronto tra due team poderosi, attesi poi dalle proibitive trasferte con Manchester City e Chelsea. Ma non ci saranno calcoli, dopo i dispetti della scorsa stagione (entrambe le vittorie in trasferta e secondo posto all’ultimo respiro firmato Perotti). Sarri riceve sperticati complimenti, ma ricorda con preoccupazione che l’ultimo a fermarlo è stato Di Francesco. Il filotto di 12 vittorie in Serie A è partito infatti dopo il 2-2 imposto il 23 aprile dal Sassuolo del tecnico ora giallorosso, con cui ha un bilancio di 3 vittorie, 3 sconfitte e 3 pareggi. Ci vorrà un’invenzione, uno spunto speciale per indirizzare una gara che non è mai stata avara di giocate scoppiettanti e reti da antologia. Il Derby del sole d’altronde è da sempre un festival del gol tanto che in 89 anni gli 0-0 hanno intristito il pubblico solo 19 volte, e solo due negli ultimi 22 anni. A tanta grazia hanno contribuito attaccanti come Amadei, Da Costa, Pruzzo, Totti, Vinicio, Sivori, Maradona, Cavani. Che non sia una sfida normale si capisce fin dalla prima gara, il 2-2 a campo Testaccio nel 1929, col giallo di un gol fantasma del Napoli con pallone che buca la rete che poi un raccattapalle si affretta a rammendare. L’anno dopo i primi successi, auspici Volk e Sallustro, miti degli anni 30. Poi equilibrio con fiammate romaniste (4-0 nel 1935 con tripletta di Guaita; 5-1 nel 1941 con tris di Amadei verso lo scudetto, e un 5-2 nel 1953). A fine decennio due successi esterni del Napoli (3-1 e 2-0 con zampata di Vinicio) che scatenano la reazione nella Pasqua del 1959: 4-0 dopo 22′ e 8-0 finale con tris di Da Costa. Ma il Napoli rialza la testa: rimonta una tripletta di Manfredini nel 1963, infligge quattro ceffoni nel 1971 e poi la Roma non vince per 9 anni. Perfino il dream team di Liedholm e Falcao subisce un 4-0 nel 1980 complici due autoreti. Le due squadre decollano: la Roma centra 5 successi di fila, tra cui un 5-2 e un 5-1 nel 1983. Ma arriva il tempo di Maradona che nel 1987 sigla il successo all’Olimpico, poi ecco il fattaccio del 25 ottobre: la Roma in vantaggio e con due uomini in più si fa raggiungere da Francini, Bagni si rivolge alla curva Sud col gesto dell’ombrello. È la fine del gemellaggio tra le due tifoserie con uno strascico che culmina nell’omicidio Esposito tre anni fa. Maradona trascina il Napoli al secondo scudetto nel 1990 grazie anche al 3-1 sulla Roma con una doppietta su rigore. A fine secolo il Napoli va in crisi e la Roma ne approfitta: 4-1 nel 1996 con tripletta di Delvecchio, 6-2 con Zeman e tris di Balbo nel 1997. Nel 2007 c’è un pirotecnico 4-4, l’anno dopo l’1-1 è contrassegnato da gravi incidenti, nel 2009 una doppietta di Totti costa la panchina a Donadoni. Il resto è storia recente: doppio successo nel 2010 con Hamsik e Cavani dopo un lungo digiuno. Due anni dopo spietata tripletta di Cavani per il 4-1 che tramortisce la Roma di Zeman. I giallorossi reagiscono con un 2-1 e un 2-0 con doppietta di Pjanic. Poi i partenopei eliminano i rivali nelle semifinali di Coppa Italia e inanellano tre vittorie di fila con Callejon sempre in gol. Nel 2015 un gol di Pjanic aiuta la Roma ad arpionare la Champions mentre l’anno dopo quello di Nainggolan non basta a sottrarre al Napoli di Sarri e Higuain il secondo posto. Poi l’anno scorso schiaffoni a domicilio: all’andata il 3-1 poderoso della Roma al San Paolo, al ritorno il meritato 2-1 del Napoli all’Olimpico (con Reina decisivo agli sgoccioli). Ora le duellanti affilano gli artigli per una sfida che lascerà comunque un segno nella storia del campionato.


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