Ron, il nuovo singolo è un inno alla vita

Scritto da il 19 maggio 2022

RON: “Rivedere me 16enne fa tenerezza, volevo cantare e nient’altro! Nuovo singolo? Mi ci sono sentito subito dentro: una canzone struggente ma un inno alla vita. Ho ricordato amori poi finiti…”

Ritorno col botto di Ron con il video di ‘Più di quanto ti ho amato’, nuovo singolo scritto da Bungaro, Cesare Chiodo e Rakele, che sarà incluso nel prossimo album di inediti di Rosalino Cellammare (il vero nome del cantautore). Lo stesso Ron è stato ospite di Radio Punto Nuovo e si è lasciato andare ad una lunga chiacchierata: “Purtroppo con la pandemia i miei 50 anni di carriera sono diventati 52. Era giusto, secondo me, che si dicesse questa cosa. Ho iniziato a 16 anni, ne è passato di tempo. Quando mi rivedo mi fa sempre tenerezza la maniera in cui mi ponevo, la faccia di quello che voleva assolutamente arrivare, di uno che dall’età di 8 anni voleva solo cantare e basta, non fare altro. A scuola ero un asino. I miei genitori sono sempre stati dalla mia parte. Ho sempre lottato ma con grande speranza. Andavo contro tutti i momenti che sembravano potermi bloccare, fermare. Non mi sono fatto influenzare fortunatamente.

Quali sono stati gli incontri fondamentalie per la tua carriera?

Nella mia carriera sono passati momenti storici, momenti del cantautorato, dagli anni ’60, ’70, ’80. La prima persona in assoluto che ho conosciuto, avevo 16 anni e non sapevo chi fosse, era Lucio Dalla. Lui, Gianfranco Baldazzi, Sergio Bardotti, erano parolieri eccezionali. Iniziarono a produrre anche per me. Sono le prime persone con cui ho avuto contatto e ho scoperto dentro la passione enorme per questo lavoro. Questa cosa mi rendeva felice. Tante persone, da De Gregori, passando per Venditti e Fiorella Mannoia, fino a Pino Daniele, sono stato molto fortunato. Sono stato anche molto fortunato a partecipare a quel tour in cui De Gregori mi disse ‘Oh ma tu vieni con noi, no?’. Gli risposi ‘Che vengo a fare? Siete voi che lo fate’. Così lui ‘Ma no, dai, magari canti l’ultima canzone che abbiamo scritto insieme, ci fai gli arrangiamenti’. Io feci dei salti di gioia, per me era un’esperienza unica. C’erano 50-60 mila persone, anche stare sul palco e stare zitti era emozionante.

Nuovo singolo?

Quando Bungaro mi ha fatto ascoltare la canzone improvvisamente mi sono sentito già dentro, perché il testo dice tante cose, parla di questo viaggio, dei suoi ricordi, della sua terra. Per cui mi sono ritrovato dentro tante cose, anche ricordare amori che poi sono finiti. Questa persona che a un certo punto dice ‘Non ci sei, mi manchi così tanto, dove sei?’. È una canzone struggente. Però non la trovo una canzone triste, è un inno alla vita. Dopo 50 anni di carriera riascoltare le mie canzoni in radio mi fa un grande effetto perché ha un altro suono. Il singolo è uscito da pochissimo, per cui quando arriva per me è una meraviglia, un godimento. Tour? Sono molto contento, gireremo tutta l’Italia. Ci sarà l’orchestra sinfonica che secondo me avrà un peso bello perché molte mie canzoni sono adatte per essere orchestrate. Per cui non vedo l’ora.

I talent? Se un giovane ha talento deve fare ciò in cui crede. La gente ascolta e il talento non passa mai inosservato, anche se non vinci”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A RON

 

Katia Manna

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