Si ridurrà finalmente il divario tra Nord e Sud? Parla l’Esperto.

Scritto da il 13 luglio 2021

Si ridurrà finalmente il divario tra Nord e Sud? Parla l’Esperto.

 

I primi 25 miliardi del Recovery Plan italiano sono in arrivo, ma la sfida per il Paese è appena agli inizi. Ne ha parlato questa mattina l’Economista Gianni Lepre intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo: In primo luogo dovremo verificare se saremo in grado di spendere le risorse nei termini perentori imposti da Bruxelles. Quei 25 miliardi sono infatti poco più di un decimo delle disponibilità previste tra Pnrr e Fondo complementare. La gran parte dell’importo rimanente è a rischio. A cosa mi riferisco? Al fatto che, oltre che per utilizzarle ai fini della transizione digitale ed energetico-ecologica, quelle risorse vanno spese per superare le diseguaglianze. E, in Italia, le discriminazioni si concentrano al Sud: più disoccupazione giovanile, bassissima occupazione femminile, deficit di infrastrutture e di servizi.
il Pnrr offre la possibilità al Paese di ridurre il divario Nord-Sud. Tutto bene, sembra! Affatto! La verità, inutile negarcelo, è che vi sono due Italie.Lo stesso Pnrr, come ha magistralmente dimostrato il Professor Viesti, non assicura affatto il 40% delle sue risorse al Mezzogiorno. Quelli di sicuro riservati al Sud sono molto meno degli 82 miliardi previsti.  Napoli, la Campania, il Sud sono chiamati a recitare un ruolo di primo piano in questa stagione, più unica che rara per le sorti del Paese. Più infrastrutture e più servizi pubblici al Sud, dunque? E’ questa la ricetta?
Non solo. Dobbiamo cambiare la struttura produttiva del Paese. Il Pnrr ha contenuti molto apprezzabili. Con le missioni in cui si articola, si punta a realizzare nel concreto la rivoluzione verde, la mobilità sostenibile, la digitalizzazione, una formazione più vicina al mondo del lavoro. Sono previste anche riforme che consentano di perseguire e rendere possibili questi traguardi, come gli stessi provvedimenti di semplificazione amministrativa. Ma non viene tracciato con completezza un percorso di rinascita del Mezzogiorno. Non basta prevedere teoricamente ipotesi di interventi di riduzione del gap di infrastrutture e servizi,  il Sud rinasce se gli si consente, realizzando le precondizioni attualmente mancanti, di diventare il secondo motore produttivo del Paese. La classe dirigente meridionale sarà in grado di cogliere le opportunità?
D’altra parte, l’occasione è troppo grossa perché si possano tollerare cattive gestioni dei fondi… Giusto, ma il rimedio eventuale già c’è, basta utilizzarlo. Le amministrazioni locali non funzionano? Si utilizzino i poteri sostitutivi! Gli interessi degli italiani si difendono anche esautorando chi, a livello locale, non è capace di amministrare! L’unica cosa che non possiamo consentirci sono i balletti di responsabilità. La chiosa finale: ‘Aiutati che Dio ti aiuta. Tutti del Sud, della Campania,di Napoli, rimbocchiamoci le maniche’ “.

 

Ascolta l’intervista per intero qui:

 

Simonetta de Chiara Ruffo

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