Sibilia: “Riportare tifosi allo stadio? Obiettivo primario anche del Governo per restituire dignità al calcio”

Scritto da il 9 giugno 2020

A Radio Punto Nuovo è intervenuto Carlo Sibilia, Sottosegretario al Ministero dell’Interno nel governo Conte bis: “Riapertura degli stadi? Ci siamo tutti resi conto che il calcio senza tifosi, la passione di chi tutti i giorni lo segue, vale un po’ meno. Tutta l’attenzione che ha il calcio è perché attorno ad esso si muove il cuore di tanti tifosi: io sono un tifoso dell’Avellino. Il mio sogno è vederlo in Serie A, spero di tornarci a breve. Non metto preclusioni alla provvidenza, anche con Eziolino Capuano potremmo andare in A, dà un’impronta molto forte alla squadra e mi fa piacere ci sia quest’attaccamento alla squadra. Questo virus ci sta facendo tribolare per gestire situazioni complicate, non solo per quanto riguarda il calcio. Sogno di poter vedere la gente allo stadio, piuttosto che delle tristi sagome. Tuttavia abbiamo delle responsabilità per cui bisogna essere quanto più cauti possibile, vogliamo lavorare in sicurezza per tutti. Per oggi si parla di porte chiuse, ma mi auguro che ad Agosto od inizio Settembre, la situazione potrebbe essere mutata e quindi parlare di persone allo stadio”.

Riapertura a Luglio? “Anche per quanto riguarda cinema, teatri all’aperto, si parla di circa mille persone. Abbiamo assistito a tante polemiche su assembramenti, ma non dimentichiamo che seppure i dati ci confortano, c’è qualche rimbalzo. Non dimentico delle preoccupazioni del caso Bologna, ci sono soggetti vulnerabili che ruotano attorno al calcio, ecco perché bisogna tutelare tutti allo stesso modo. Io spero che domani mattina si torni a giocare con i tifosi allo stadio. Siamo tutti concentrati per poter dare la dignità della presenza di tifosi educati – e ci tengo a sottolinearlo – perciò posso garantire che c’è il massimo dell’attenzione per poter restituire il pubblico negli stadi, nella maniera più corretta ed in massima sicurezza. Tutto questo non può non passare per il CTS. Abbiamo accelerato al massimo per fare gli interessi di tutti i mondi produttivi, compreso quello sportivo. Finora ci stiamo comportando bene e confido nel fatto che tutti vogliano tornare a tifare allo stadio con tutte le regole e la sicurezza necessaria. C’è una questione tecnica da affrontare, immaginiamoci il passaggio ai tornelli del San Paolo, per 10.000 persone, sarebbe complicato. Attenzione, ciò non vuol dire che non se ne parla proprio, ma c’è bisogno di estrema sicurezza. Un’altra obiezione potrebbe essere quella di aver aperto le palestre, ma c’è l’obbligo di registrare chiunque entri nelle strutture. C’è stato uno sforzo enorme della Polizia di Stato con 14 milioni di controlli e soltanto il 5% ha ricevuto una sanzione, per smentire tutti coloro che sostengono che gli italiani non si comportano bene. Mi auguro che quando ci saranno le prime partite a fine agosto od inizio settembre ed avremo collaudato le prime uscite, ci possa essere anche qualcosa in più. Auspico si possa fare tutto nel più breve tempo possibile, anche Spadafora vuole riaprire gli stadi. Tutti noi vogliamo farlo in sicurezza e quando sarà possibile”.

Manifestazione Ultras? “Una pagina tristissima. Abbiamo un grande dovere: quello di salvaguardare i diritti costituzionali compreso quello di manifestare. Quando si danno delle disposizioni e si contravviene ad esse – non prevedendolo – si scrive una pagina negativa. Per fortuna abbiamo la possibilità di verificare la gravità dei fatti e sanzionare i responsabili. Non siamo capaci di anticipare i crimini, ma grazie agli strumenti tecnologici, l’attenzione è massima e velocissima”.

Impegno del Governo nel portare poca gente allo stadio tra un mese? “Parliamo con i dati del 9 giugno: oggi non ci consentono di avere questo tipo di certezza. Mi auguro che possiamo ragionarci per la fine di agosto. Per questa stagione ritengo sia complicato organizzarsi, ma il massimo impegno c’è: tutte le istituzioni sono allertate al massimo per dare la dignità del pubblico al calcio italiano. È un obiettivo primario restituire il cuore al calcio italiano, in sicurezza”.

Valeria Cardillo
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