Spazio: gli errori al cinema

Scritto da il 27 aprile 2021

Film ambientati nello spazio che fanno saltare dal divano scienziati e astrofisici. A Notizie dallo Spazio “svelati” gli errori delle pellicole più celebri.

Spazio: gli errori al cinema.

Un appuntamento speciale di Notizie dallo Spazio dedicato al cinema. Nel consueto appuntamento del lunedì alle 18.45, Katia Manna con Crescenzo Tortora, ricercatore dell’Inaf Osservatorio Astronomico di Capodimonte sono stati svelati gli errori scientifici di 3 famose pellicole ambientate nello spazio.

Ecco che cosa ci  ha raccontato:

The Martian (2015 di Ridley Scott)

Mark Watney, interpretato da Matt Damon, deve sopravvivere da solo sul Marte. La prima cosa che ci fa notare Crescenzo Tortora è che sul pianeta rosso la gravità è il 40% di quella Terrestre, ma Mark non sembra proprio camminare come uno che si trova a quella gravità”. Anche se The Martian dà il meglio di se nello spazio. Mark è in orbita, e deve raggiungere i colleghi a 200 metri di distanza. Per farlo ha la brillante idea di bucarsi la tuta spaziale sulla mano per poter utilizzare la spinta del getto d’aria, volando come Ironman. Tralasciamo il fatto che bucarsi la tuta nello spazio non è la scelta più saggia perché sarebbe morto in pochi secondi per la differenza di pressione e l’assenza di ossigeno. Non solo, nello spazio, dove non c’è l’attrito dell’aria, non puoi cambiare facilmente velocità e direzione, ed è altamente improbabile, se non impossibile, riuscire ad indirizzare il getto in modo millimetrico, tale da muoversi precisamente verso la direzione che si vuole raggiungere. Il secondo problema è che il momento angolare si conserva e Mark avrebbe dovuto inevitabilmente iniziare a ruotare come una trottola dovuto al getto, senza mai potersi fermare, e nel film non lo fa.

Armageddon  (1998 di Michael Bay)

Harry Stamper, interpretato da Bruce Willis, deve distruggere un’asteroide, comparso all’improvviso, in rotta verso la Terra.

Oltre ad oggetti che cadono come non dovrebbero cadere, mentre l’astronave di Bruce atterra, la vediamo alzare il muso proprio come fanno gli aerei in fase di atterraggio sulla Terra, ma l’aerodinamica terrestre e il concetto di portanza non sono utilizzabili in questa situazione, perché su un asteroide non c’è atmosfera. E cosa più importante, è che la gravità su un asteroide è molto molto più piccola di quella Terrestre (più di 20 volte, il calcolo esatto dipende dal raggio dell’asteroide). Tutto questo significa che nella realtà l’astronave si sarebbe scontrata sulla superficie, e poi sarebbe rimbalzata abbandonando di nuovo l’asteroide.

The core (2003 di Jon Amiel)

Josh Keyes, interpretato da Aaron Eckart, col suo equipaggio deve arrivare al centro della Terra per salvare il pianeta. Oltre all’assurdità di costruire un macchinario per arrivare al centro della Terra per stabilizzare il suo nucleo, anche qui la fa da padrone la cattiva conoscenza della gravità. Nella realtà Josh avrebbe dovuto percepire una gravità che diminuisce avvicinandoci al centro della Terra, diventando quasi nulla proprio al centro del nostro pianeta, come avviene in orbita, ma questo nel film non si evince.

La storia della maggior parte degli equipaggi di queste missioni finisce bene, molti di loro tornano a casa, ma se la fisica fosse stata rispettata pienamente avremmo dovuto probabilmente salutare tutti loro, alla faccia del vissero felici e contenti.

 

 

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Katia Manna

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