Taccone si tiene lo stadio. Per ora

Scritto da il 10 agosto 2018

La promessa di restituire i soldi incassati da chi ha sottoscritto l’abbonamento, la volontà dichiarata di continuare, iscrivendo la sua società a un campionato purchè sia. Walter Taccone prova a fare finta di nulla, ma rischia in poche settimane di dovere fare i conti con una situazione insostenibile. La mole debitoria del suo Avellino è rimasta evidentemente intatta, mentre il patrimonio si è azzerato a causa dello svincolo dei calciatori tesserati. L’Avellino rischia seriamente che uno dei debitori, dall’Erario ai privati possa a breve fare istanza di fallimento. Istanza che potrebbe essere avanzata dalla stessa Procura della Repubblica che già indaga su presunti episodi di falso in bilancio commessi dal presidente del club. Taccone, assolto dalla giustizia sportiva,  è poi imputato per il presunto tentato illecito sportivo di Catanzaro: accusa dalla quale in caso di rinvio a giudizio dovrà difendersi in sede penale.
In tutto questo la situazione stadio, legittimamente concesso alla sua società che ha sottoscritto con il Comune un accordo per il pagamento dei canoni arretrati. Può una società che versa in queste condizioni sostenere i costi di esercizio, che evidentemente non sono soltanto quelli relativi al fitto? Almeno per il mese di agosto – forse – sì.


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