Tarallo (Ex preparatore portieri Napoli): “Meret tra i migliori in Italia. Infortuni? Lo staff del Napoli è tra i top della Serie A”

Scritto da il 11 marzo 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Luciano Tarallo, ex preparatore dei portieri del Napoli.

Infortuni? Io ricordo benissimo quando si esaltava lo staff medico e sanitario del Napoli. Per questo motivo non bisogna puntare il dito. Parliamo di uno dei migliori staff della Serie A, richiesto anche da club importanti all’estero. Sulla preparazione atletica può esprimersi davvero solo chi vive quotidianamente il campo. Noi possiamo farci un’idea, ma senza conoscere i dettagli è difficile dare giudizi precisi. Nel calcio tutto è collegato: preparazione fisica, mentale e tecnica. Il corpo umano è un sistema unico e se qualcosa non funziona da una parte, inevitabilmente ne risente anche il resto.

Alternanza tra portieri? Io sono sempre stato dell’idea che debba esserci un titolare e un’alternativa. Il ruolo del portiere è particolare e ha bisogno di continuità. Non bastano solo gli allenamenti con il preparatore o con la squadra, serve soprattutto il vissuto della partita, perché è quello che fa crescere davvero un portiere.

Costruzione dal basso e piedi buoni? Oggi si parla tantissimo di questo aspetto, ma non è così che si sceglie un portiere. Un portiere deve prima di tutto saper difendere la porta. Poi c’è la fase offensiva, quando si costruisce l’azione dal basso, e lì entrano in gioco le qualità tecniche. Infine c’è la gestione delle transizioni, cioè la capacità di leggere le situazioni di gioco quando la squadra perde o riconquista palla. Sono tre aspetti fondamentali. Milinkovic-Savic ha grandi qualità tecniche con i piedi, ma sulla difesa della porta e sulla lettura delle situazioni Alex Meret resta un portiere di altissimo livello.

Meret? Spesso è stato messo in discussione in maniera troppo severa. Parliamo di un portiere che ha vinto due scudetti ed è stato protagonista. È uno dei migliori portieri in Italia. Tutti possono commettere errori, succede anche ai più grandi come Donnarumma o Alisson. L’errore fa parte della crescita e spesso diventa anche un’opportunità per migliorare.

Futuro del Napoli e Antonio Conte? La sua riconferma sarebbe il top. Significherebbe completare un triennio importante. Quest’anno tra infortuni e sfortuna non si è riusciti a esprimere tutto il potenziale della squadra, ma il campionato non è ancora finito. Il primo posto è difficile, ma il secondo è ancora possibile. Dopo una stagione così complicata non parlerei di annata fallimentare. La vera delusione resta il percorso in Champions League“.


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