De Giovanni: “Nazionale? Capisco i napoletani, ma non possiamo saltare ancora il Mondiale. Lukaku? Situazione grave”
Scritto da Ciro Gaipa il 27 marzo 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport“, è intervenuto Maurizio de Giovanni, scrittore.
“Tifo per la Nazionale? Io sono tifosissimo e l’idea di non vedere l’Italia al Mondiale è un colpo al cuore. Capisco però anche l’atteggiamento di alcuni tifosi del Napoli, che percepiscono una certa ostilità verso la città e la squadra. Non è un atteggiamento del tutto fuori luogo, perché spesso Napoli viene insultata anche quando non è coinvolta, e questo crea distanza emotiva con il sistema calcio. Il tifoso del Napoli ha la sensazione che la squadra sia esterna ai centri decisionali. Episodi regolamentari e decisioni che sembrano penalizzare il club alimentano questa percezione, e ciò si riflette anche nel rapporto con la Nazionale. Nonostante questo, credo che il movimento calcio non possa permettersi un’altra esclusione dal Mondiale. Io non condivido l’ottimismo diffuso, perché la trasferta in Bosnia sarà durissima e troveremo un ambiente ostile.
Esultanza per la Bosnia? È stata una scelta poco intelligente. Già la partita sarebbe stata complicata, ora rischia di diventarlo ancora di più. I giocatori devono pensare solo al campo e non alimentare tensioni inutili.
Politano? In questo momento è l’unico con quelle caratteristiche nella rosa azzurra. È l’unico capace di saltare l’uomo e coprire tutta la fascia. È difficile rinunciare a lui e da tifoso del Napoli spero rientri in perfette condizioni.
Napoli-Milan? Io guardo solo al Milan. È una squadra forte, con meno partite nelle gambe e un allenatore abituato a gestire questi momenti. Il Napoli deve puntare al secondo posto e farsi trovare pronto.
Scudetto? Sette punti sono tanti, anche se il calcio può riservare sorprese. In questo momento però è più realistico guardare al secondo posto e chiudere al meglio la stagione.
Futuro del Napoli? Ci sarà probabilmente una rivoluzione. Molti giocatori sono avanti con l’età e alcune situazioni tecniche vanno valutate. Questa potrebbe essere l’ultima occasione per questo gruppo di fare qualcosa di importante.
Caso Lukaku? La situazione mi lascia molto perplesso. È un giocatore legatissimo a Conte e fondamentale per lo spogliatoio, ma il suo comportamento è difficile da comprendere. Dopo due mesi di allenamento in gruppo, è strano non essere ancora pronto. Se un calciatore si allena da due mesi senza ricadute e poi sceglie di allontanarsi contro il parere della società, significa che non si fida dello staff sanitario. È un segnale grave.
Infortuni Napoli? Quest’anno i tempi di recupero sono stati lunghissimi e poco chiari. Molti giocatori sono rimasti fuori mesi senza comunicazioni precise. Questa mancanza di chiarezza crea confusione e alimenta dubbi.
Comunicazione? Non è solo un problema mediatico, ma anche sportivo. Senza certezze sui rientri diventa difficile programmare e valutare la stagione. Il caso Lukaku si inserisce proprio in questo contesto. Il suo gesto, di fatto, delegittima lo staff medico e apre interrogativi seri sulla gestione degli infortuni“.