Paolo Vallesi feat.Enrico Ruggeri: “Ecco la parola della canzone che ho inventato e che è piaciuta di più ad Enrico”
Scritto da Bruno Gaipa il 23 aprile 2026
Paolo Vallesi feat.Enrico Ruggeri: “Ecco la parola della canzone che ho inventato e che è piaciuta di più ad Enrico”
Riascolta da qui l’intervista
Trentacinque anni sono una vita intera, eppure Paolo Vallesi riconosce in quel ragazzo del ’91 un entusiasmo e un’ingegnosità che il tempo ha solo trasformato in maturità. “Le persone inutili”, la canzone che lo lanciò tra le nuove proposte, torna oggi in una veste più elettrica e profonda, arricchita dalla voce di Enrico Ruggeri.
Rileggendo oggi quel testo, Vallesi prova un brivido di consapevolezza. La canzone sembra scritta per il mondo ferito di oggi, un mondo dove le sorti di molti sono decise dai capricci di pochi “pazzi scatenati”.
“Viviamo un periodo in cui persone ombra pagano le spese di guerre volute da altri. Come diceva un vecchio saggio, le guerre sono fatte da persone che si conoscono ma non si uccidono, e combattute da persone che non si conoscono ma muoiono.”
La dedica del video è chiara e dolorosa: un pensiero rivolto a chi vive nelle zone di conflitto, da Gaza a ogni angolo di terra dove l’essere umano viene ridotto a un numero, a una “persona inutile” nel calcolo del potere.
Un album di amici, tra aneddoti e “disallegria”
La forza di Io e noi risiede nell’autenticità. Non ci sono stati filtri tra etichette: Paolo ha alzato il telefono e ha chiamato Gianni Morandi, Gigi D’Alessio e, appunto, Enrico Ruggeri.
Proprio con il “Rouge” il legame è nato su un dettaglio linguistico: il termine disallegria. Una parola inventata da Vallesi 35 anni fa e che oggi è entrata di diritto nel vocabolario italiano, simbolo di quella malinconia sottile che Ruggeri ha sempre amato. Con Gigi D’Alessio, invece, lo scambio è stato condito da un pizzico di ironia: “Paolo, questa canzone sembra che l’ho scritta io!”, gli ha detto Gigi ascoltando Non andare via. “Gigi, forse perché l’hai copiata tu!”, la risposta pronta di Paolo in un clima di stima reciproca.
Il palco: un diario aperto
Il tour, già partito da Firenze e Roma, si preannuncia come un viaggio narrativo. Non sarà solo un susseguirsi di canzoni, ma un racconto a cuore aperto che spazia dai retroscena di Sanremo alle esperienze più recenti e umane, come quella all’Isola dei Famosi, da cui sono nati nuovi brani e nuove consapevolezze.
Sul palco, i duetti diventeranno “virtuali” ma non per questo meno intensi, portando in giro per l’Italia — Campania inclusa — la dimostrazione che la musica non invecchia, ma cresce insieme a chi ha il coraggio di continuare a sognare.