Bungaro a Radio Punto Nuovo: “Il mio ‘Fuoco Sacro’ tra Napoli, il Brasile e la ricerca della bellezza”

Scritto da il 7 maggio 2026

Bungaro a Radio Punto Nuovo: “Il mio ‘Fuoco Sacro’ tra Napoli, il Brasile e la ricerca della bellezza”

Un ritorno atteso quello di Bungaro ai microfoni di Radio Punto Nuovo. Uno dei cantautori e compositori più raffinati della scena italiana ha presentato il suo nuovo progetto discografico, “Fuoco Sacro”, un album che arriva dopo cinque anni di silenzio e che si configura come un vero e proprio manifesto di resistenza culturale e poetica.

Un viaggio durato tre anni

“Fuoco Sacro” non è solo un titolo, ma una condizione dell’anima che Bungaro ha inseguito attraverso continui spostamenti fisici e sonori. “È stato un viaggio di tre anni tra Rio de Janeiro, Cuba, la Francia e l’Italia”, ha raccontato l’artista durante l’intervista. “La cosa più facile è stata trovare il titolo. Avevo questa mappa, il desiderio profondo di coinvolgere artisti che stimo e che ascolto abitualmente. Le canzoni sono arrivate dopo, scritte appositamente per queste collaborazioni nate con estrema generosità”.

Il disco vanta partecipazioni d’eccezione come quelle di Jovanotti (nel brano “La Lontananza”), Chico Buarque, Omar Sosa, Paolo Fresu e Rachele Bastreghi. Un intreccio di culture che trova un punto di approdo naturale a Napoli, città che Bungaro definisce la sua “seconda casa”.

L’omaggio a Napoli e la collaborazione con i Morelenbaum

Tra le tracce più significative spicca “’Nu file ’e voce”, un brano in napoletano impreziosito dal tocco di Jacques e Paula Morelenbaum. “Abbiamo mescolato la cultura napoletana con quella brasiliana”, spiega Bungaro. “Ho voluto dedicare questo pezzo anche a Sakamoto, perché i Morelenbaum hanno creato tanta bellezza insieme a lui. È un disco pieno di stimoli, dove ogni suono è autentico”.

La “resistenza” del vinile e della musica suonate 

In un’epoca dominata dalla velocità degli algoritmi, Bungaro ha rivendicato il lusso di prendersi del tempo. “È un disco interamente suonato dal vivo, con orchestra, vibrafono e percussioni. Abbiamo scelto di produrre un vinile numerato da 180 grammi, come si faceva una volta. È sorprendente vedere come il pubblico risponda ancora con entusiasmo al supporto fisico: c’è ancora voglia di emozionarsi e di cercare la bellezza”.

Il Fuoco Sacro: un dono da alimentare

Alla domanda su quando sia nata la sua passione per la musica, il cantautore ha offerto una riflessione profonda: “Il fuoco sacro ci viene donato alla nascita, ma bisogna avere il coraggio di alimentarlo e non bruciarlo. Bisogna incendiare la propria vita passo dopo passo. Io oggi vivo di questo lavoro con serenità, grazie a un fuoco che mi ha sempre scaldato. Come mi disse una volta Don Ciotti: ‘Ricordati, a cent’anni bisogna morire credibili'”.

L’album è stato presentato ufficialmente a Napoli presso la sala Naples Power, in un evento curato da Nando Misuraca e condotto dal giornalista Antonio Tricomi, confermando ancora una volta il legame indissolubile tra l’artista salentino e il capoluogo campano.


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