Lo Monaco su Conte: “Critiche eccessive, resta un allenatore di primissimo livello”

Scritto da il 12 maggio 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Pietro Lo Monaco, dirigente sportivo.

«Il Napoli in questo momento deve stare molto attento soprattutto all’aspetto mentale. Aver costruito un buon margine nelle settimane precedenti forse ha portato inconsciamente la squadra ad abbassare un po’ la tensione. Però perdere due partite consecutive in casa, per una squadra importante come il Napoli, è qualcosa che non può essere sottovalutato.

Quando affronti una squadra come il Bologna, che ha qualità nel palleggio e identità precisa, se non sei concentrato e mentalmente acceso rischi di fare brutte figure. Ed è quello che secondo me è successo.

La cosa che mi sorprende di più è vedere questi cali di tensione in una squadra allenata da Antonio Conte. Parliamo di un allenatore che da sempre è un martello dal punto di vista motivazionale e caratteriale. Proprio per questo il Napoli non può permettersi di mollare la presa a campionato ancora aperto.

Poi però bisogna fare chiarezza su alcuni discorsi. Oggi si tende troppo spesso a confondere la piazza con quello che si legge sui social. Non è quella la realtà del tifo. Sui social tutti si sentono allenatori, tutti pensano di avere la soluzione in tasca, ma il calcio non funziona così.

Io sento parlare continuamente di “bel gioco”, di espressione qualitativa, ma mi chiedo: chi decide cosa sia davvero il bel gioco? In Italia, tolto forse il Como, quali sarebbero tutte queste squadre che esprimono un calcio così spettacolare?

Ogni allenatore ha le sue caratteristiche. Conte non è un tecnico votato al possesso palla esasperato e al fraseggio continuo, ma questo non significa che le sue squadre non giochino bene. Il calcio è equilibrio, gestione degli spazi, capacità di attaccare e difendere nel modo corretto.

Tutto il resto spesso è estetica, moda, discussione fine a sé stessa. Oggi sembra che un portiere debba prima saper giocare con i piedi e poi parare. Ma il portiere deve innanzitutto parare. Il resto viene dopo.

Anche questo continuo costruire dal basso viene spesso spacciato come modernità assoluta, ma certe idee esistevano già decenni fa. Il calcio vero resta fatto di occupazione degli spazi, lettura delle situazioni e qualità dei giocatori.

Per questo faccio fatica a comprendere certe critiche eccessive verso Conte. Si può discutere di risultati, di alcuni momenti della stagione, ma resta un allenatore di primissimo livello. Il Napoli ha avuto tanti infortuni, ha avuto problemi strutturali nella rosa e nonostante questo ha vinto una Supercoppa ed è vicino a chiudere il campionato al secondo posto.

Il punto vero è capire quale direzione vuole prendere la società. Bisogna decidere quale progetto costruire e che tipo di squadra si vuole allestire. Poi sarà normale confrontarsi con Conte e capire se le idee coincidono oppure no.

Ma ridurre tutto alla questione del “bel gioco” secondo me è un errore enorme. Il calcio è molto più complesso di certe etichette superficiali».


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