Reggia di Caserta, il trionfo di Gianni Fiorellino: un abbraccio lungo trent’anni
Scritto da Bruno Gaipa il 25 giugno 2026
Reggia di Caserta, il trionfo di Gianni Fiorellino: un abbraccio lungo trent’anni
CASERTA – Una Reggia di Caserta monumentale e gremita da oltre novemila persone ha fatto da cornice, ieri sera, al trionfo artistico e umano di Gianni Fiorellino. Una serata speciale, concepita come un enorme abbraccio collettivo per celebrare trent’anni di sacrifici, lotte e profonde emozioni musicali. A tessere sapientemente le fila dell’evento è stata una splendida Maria Grazia Cucinotta, impeccabile presentatrice capace di cucire con grazia ed eleganza ogni passaggio di uno show indimenticabile.
Il palco ha vibrato grazie a una sequenza straordinaria di ospiti. Ad aprire le danze è stato Franco Ricciardi: per la prima volta insieme sullo stesso palco, i due artisti hanno regalato una potente versione di “Malatia”, per poi riavvolgere il nastro del tempo con “A’ nata storia”, storico successo di Ricciardi del 1993. Subito dopo, il monumentale cortile si è sciolto nell’emozione profonda con l’arrivo di Andrea Sannino. Insieme hanno intonato “Chiammame ammore”, prima di regalare una perla acustica meravigliosa: Gianni alla chitarra e le due voci a intrecciarsi in un’atmosfera sospesa. Il ritmo e l’anima di Napoli hanno continuato a pulsare con l’intervento vibrante di Roberto Colella, applauditissimo dal pubblico.
Il gran finale ha visto salire sul palco Federico Zampaglione dei Tiromancino, dando vita a un set di tre brani da brividi. Fiorellino lo ha introdotto sedendosi al pianoforte per le note di “Per me è importante”, proseguendo poi a due voci con “Ricomincerei” e chiudendo l’esibizione con un meraviglioso omaggio a Pino Daniele sulle note trascinanti di “‘O scarrafone”.
Oltre alle note, lo spessore dell’uomo ha segnato la serata. Toccante e denso di gratitudine il tributo al maestro Enzo D’Agostino, suocero di Gianni, momento in cui l’artista non ha trattenuto le lacrime per l’emozione. Sul palco è salito anche Don Luigi Merola, presidente della fondazione “A voce d’ ‘e criature”, che in trent’anni ha sottratto alla strada ben 1216 ragazzi, ricordando l’impegno sociale che sposa l’arte.
Gianni Fiorellino è apparso visibilmente commosso, ma pervaso da una luce fiera che ha raccontato il successo più grande: quello della sua vita, radicato nell’amore per la moglie Melania e per i figli Lorenzo e Mattia, splendidi protagonisti di suggestivi momenti musicali. Non solo un concerto, ma uno spettacolo bellissimo e un vero capolavoro di vita.