Biazzo: «Allegri convincerà con i risultati. Tra Lukaku e De Bruyne sceglierei Kevin»

Scritto da il 29 luglio 2026

A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Salvatore Biazzo, giornalista.

Biazzo ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della storia del Napoli, soffermandosi sul percorso che ha portato il club a diventare una delle realtà più importanti del calcio italiano: «Ho avuto la fortuna di raccontare tanti successi, dallo scudetto alla Coppa UEFA, passando per Coppa Italia e Supercoppa. Spesso, però, vivendo quei momenti da giornalista, l’emozione arrivava solo dopo aver terminato il lavoro. Rivedendo in questi giorni alcune immagini del passato mi ha colpito un’intervista a Bruno Pesaola, che prese il Napoli quando rischiava addirittura la Serie C e lo riportò fino alla Serie A, vincendo anche la Coppa Italia. È la metafora della crescita del Napoli: una società partita da molto lontano e diventata, grazie ai grandi presidenti che si sono succeduti fino ad Aurelio De Laurentiis, un autentico top club».

Il giornalista ha poi commentato le recenti vicende della Nazionale italiana, manifestando più di una perplessità sulla gestione federale: «Quello che è accaduto è lo specchio del calcio italiano di oggi. Inizialmente si era cercata una scelta condivisa con Paolo Maldini e Leonardo, poi tutto è cambiato nel giro di pochi giorni. Si è parlato di Guardiola e Ancelotti, poi è emersa la candidatura di Andrea Pirlo, fino ad arrivare a una soluzione completamente diversa. Alla fine il presidente federale ha deciso personalmente e questo dimostra che il progetto iniziale è naufragato. C’è stata troppa confusione e non mi sembra che sia emersa una vera idea di rinnovamento del calcio italiano».

Spostando l’attenzione sul Napoli, Biazzo ha analizzato le difficoltà del reparto difensivo, aggravate dagli infortuni di Alessandro Buongiorno e Sam Beukema: «Il problema della difesa esiste già da tempo. Già nella scorsa stagione sarebbe servito un terzino destro per far rifiatare Di Lorenzo e poi le priorità di mercato cambiarono. Oggi è evidente che serva un altro difensore centrale. Sono meno preoccupato per Marianucci, perché se Allegri vuole trattenerlo significa che intravede qualità che probabilmente dall’esterno non sono ancora emerse. La situazione delle liste rende tutto ancora più complicato e il Napoli dovrà valutare attentamente ogni movimento».

Secondo Biazzo, la strategia indicata da Aurelio De Laurentiis è chiara e punta prima di tutto a riequilibrare la rosa: «Il presidente ha spiegato che bisogna prima vendere e poi acquistare, ed è una scelta comprensibile considerando il numero di giocatori attualmente sotto contratto. Non è una questione di disponibilità economica, perché il Napoli resta una delle società più solide del calcio italiano, con una liquidità importante. De Laurentiis vuole semplicemente riportare il club a una gestione virtuosa, come ha sempre fatto in passato, liberando spazio in organico prima di intervenire sul mercato».

Biazzo ha poi espresso il proprio punto di vista sull’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra: «La sua nomina non ha generato l’entusiasmo che accompagnò Antonio Conte, ma questo fa parte delle caratteristiche dei due allenatori. Allegri sa che l’unico modo per conquistare la piazza sarà ottenere risultati. È un professionista e non bisogna legare troppo gli allenatori ai colori delle squadre che hanno rappresentato in passato. Conta quello che riuscirà a fare con il Napoli. Se arriveranno le vittorie, ogni diffidenza sarà inevitabilmente superata».

Infine, il giornalista si è soffermato sul futuro di Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne, immaginando quale possa essere la scelta di Allegri: «Credo che l’allenatore li terrebbe volentieri entrambi. Se però dovesse essere costretto a scegliere, penso che darebbe priorità a De Bruyne. Lukaku resta un attaccante importante, ma difficilmente accetterebbe un ruolo da alternativa e il suo entourage è stato molto chiaro su questo aspetto. De Bruyne, invece, rappresenta quella qualità e quella visione di gioco che possono fare la differenza, soprattutto nelle competizioni europee. Per me è un calciatore straordinario e uno dei centrocampisti più forti della sua generazione».


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