Don Luigi Maria Epicoco: «La radio è il mezzo più vicino alla fede, perché entrambe nascono dall’ascolto»
Scritto da Bruno Gaipa il 3 agosto 2026
Don Luigi Maria Epicoco: «La radio è il mezzo più vicino alla fede, perché entrambe nascono dall’ascolto»
Riascolta da qui l’intervista
In occasione della festività di San Rocco presso la comunità di Cesinali (Av), Don Luigi Maria Epicoco ha condiviso alcune profonde riflessioni sul senso della fede, della sofferenza e della solitudine nella società contemporanea.
La lezione di San Rocco contro la solitudine
Nel riflettere sulla figura del Santo, don Luigi ne ha individuato il vero punto di forza:
«Il segreto di San Rocco era Gesù. In fondo, quando una persona trova Gesù, trova ciò che sconfigge la vera solitudine. Anche quando la vita ci costringe ad essere soli — perché la malattia a volte ci isola o ci sono sofferenze che ci fanno sentire incompresi —, se Gesù è entrato nella nostra vita, sappiamo di non essere soli fino in fondo. Questo ha trattenuto San Rocco dalla disperazione.»
Per il teologo, la santità non risiede nell’operare prodigi, ma nella capacità di custodire la speranza nei momenti più bui:
«La santità non è fare miracoli, ma è non disperare quando tutta la vita ti dice “disperati”. La questione della fede è così semplice che in realtà noi la complichiamo. San Rocco non è solo un santo da ammirare o invocare, ma qualcuno da imitare in questa intuizione di fondo.»
Il silenzio di Dio come atto di fiducia
Sollecitato sul tema del dolore e sul percepito “silenzio di Dio” nelle prove della vita, don Epicoco ha proposto una chiave di lettura controcorrente:
«I momenti di prova li leggiamo sempre in maniera negativa. Ma pensiamo a un genitore: quando un bambino comincia a camminare, il genitore deve lasciargli la mano. È l’unica maniera per far tirar fuori al bambino una potenzialità. Lì per lì il bambino percepisce un abbandono, ma in realtà è una dichiarazione d’amore. Certe volte la vita ci mette in questa situazione e noi la leggiamo come abbandono; se invece fosse un atto di fiducia di Dio affinché tiriamo fuori qualcosa che è nascosto dentro di noi?»
La forza del Vangelo e il legame con la radio
In conclusione, don Luigi ha ridimensionato il proprio ruolo personale, riaffermando la centralità della Parola:
«Io ripeto il Vangelo. È il Vangelo che intercetta le persone: quando non lo si manovra o manipola, il Vangelo parla a ciascuno di noi mettendoci di fronte a noi stessi e dandoci del tu.»
Un pensiero finale è stato dedicato anche al mezzo radiofonico, definito affine all’esperienza spirituale:
«La radio mi piace tantissimo. L’ascolto è il verbo della fede, perché la fede nasce dall’ascolto e non dalla visione. La radio è ciò che più si avvicina alla fede.»