Biazzo: «Eccesso di rabbia contro il Napoli. Il contatto su De Bruyne è una dinamica di gioco»

Scritto da il 24 agosto 2026

Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, il giornalista e storico volto del calcio napoletano Salvatore Biazzo ha analizzato le polemiche arbitrali legate al contatto tra De Bruyne e un giocatore del Genoa, soffermandosi sul nuovo utilizzo del VAR e sulla necessità di una comunicazione più chiara delle regole. Biazzo ha poi commentato la vittoria del Napoli di Allegri a Marassi.

«Il contatto su De Bruyne? Mi è sembrato un eccesso di rabbia nei confronti del Napoli. Se guardiamo a quello che è successo ai Mondiali, contatti del genere si sono visti e il VAR è intervenuto molto meno rispetto al passato. Nella Premier League un fallo del genere non viene fischiato: è una dinamica di gioco. Se vogliamo avvicinarci a un calcio più europeo, dobbiamo accettare anche la possibilità che episodi del genere non vengano sanzionati.

Il problema è la comunicazione. Se all’inizio della stagione si spiega chiaramente che le regole sono cambiate, che il VAR deve intervenire sempre meno e che l’arbitro deve assumersi maggiormente la responsabilità delle proprie decisioni, allora diventa più semplice comprendere determinate scelte. Se invece questo non viene comunicato adeguatamente, è inevitabile che nascano polemiche.

Il fermo immagine? È uno degli errori che commettiamo più spesso. Le azioni dovrebbero essere mostrate anche nella loro dinamicità, così come le vede l’arbitro. Ogni immagine è composta da tanti fotogrammi e prendendo un frame prima o uno dopo si può avere una valutazione completamente diversa. Bisogna giudicare l’azione nella sua interezza e non soltanto attraverso un’immagine congelata.

De Rossi? È arrivato come un uomo pensante, ma in panchina è diventato un uomo di parte. Mi ha sorpreso perché da lui mi aspettavo maggiore moderazione. Prima della partita ha parlato delle nuove regole e dell’incontro con i vertici arbitrali, dicendo che erano state condivise. Poi ha contestato proprio quelle stesse regole. Bisogna ricordarsi anche del proprio passato: quando si parla, serve sempre un certo equilibrio. Questi toni non fanno altro che alimentare rabbia, frustrazione e tensione nel mondo del calcio.

Il Napoli contro il Genoa? È una partita che va raccontata dalla fine e non dall’inizio. Negli ultimi venti-trenta minuti abbiamo visto il Napoli che tutti immaginiamo possa competere sia in campionato sia in Champions League. Ci sono tutti gli elementi di qualità per poterlo fare. Il primo tempo non è stato particolarmente brillante, ma nella parte finale è emersa una squadra di grande livello. I tre punti sono in tasca e il Napoli avrebbe vinto comunque, anche nell’ipotesi in cui quel gol fosse stato annullato.

Politano? È uno straordinario calciatore, uno che mette anima, cuore e gambe in quello che fa. Però non può svolgere quel ruolo per tutta la partita. Se deve fare il difensore, il finto terzino e poi anche spingere, inevitabilmente cala e può arrivare in ritardo. È una situazione sulla quale il Napoli dovrà lavorare».


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