Sechi (DAZN): «Napoli più adatto ad Allegri rispetto al Milan. De Bruyne il simbolo della rosa»
Scritto da Ciro Gaipa il 25 agosto 2026
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, il giornalista di DAZN Nicola Sechi ha analizzato la prestazione del Napoli nella vittoria contro il Genoa, soffermandosi in particolare sull’impatto di Massimiliano Allegri, sulla gestione della rosa e sul possibile ruolo di Kevin De Bruyne.
«Napoli-Genoa? Per gran parte della partita, dai 30 ai 55 minuti, il Napoli non è riuscito a fare quello che Allegri aveva chiesto, ovvero dominare il campo, aprire il gioco sugli esterni e cercare la profondità. Ci è riuscito solo a sprazzi con Alisson Santos, ma più per iniziative individuali. Il Napoli è venuto fuori quando il Genoa è calato. Questo non toglie i meriti agli azzurri, ma sicuramente il ritmo tenuto dal Genoa per buona parte della gara ha condizionato la prestazione della squadra di Allegri.
Allegri? Mi ha colpito il modo in cui ha gestito la partita. Nel primo tempo è stato abbastanza pacato, poi negli ultimi minuti si è confrontato molto con il suo collaboratore Manuele Nedved, che cura soprattutto gli aspetti tattici. Dopo l’intervallo ha parlato con la squadra e si è visto un Allegri più tranquillo. Dopo il gol del vantaggio, invece, è uscito il suo lato più classico: sbracciava, chiedeva cambi di modulo e indicazioni ai giocatori. L’impressione, però, è che abbia già in mano la squadra e che i giocatori lo seguano. Per un allenatore appena arrivato e alla prima partita ufficiale non era affatto scontato e per i tifosi del Napoli è sicuramente una sorpresa positiva.
La rosa? Il Napoli ha una qualità enorme anche in panchina. Sono entrati Vergara, De Bruyne, Lang e Lucca, e stiamo parlando di una rosa profonda e importante. Rispetto al Milan della passata stagione, Allegri ha trovato una società molto più chiara: gli è stato detto quali giocatori avrebbe avuto a disposizione e che per comprare sarebbe stato necessario prima cedere. Lui ha accettato queste condizioni anche perché i recuperi rispetto all’anno scorso sono tanti, sia dal punto di vista fisico sia mentale. Penso ad Anguissa, che durante la preparazione Allegri ha visto come un vero leader e che ha deciso di trattenere.
De Bruyne? Credo che Allegri sia stato scelto anche per la sua capacità di gestire i campioni. Questo Napoli ne ha tanti e De Bruyne è il simbolo. Quando il ritmo cala o una partita diventa difficile da sbloccare, può entrare e fare la giocata del campione. Se ci sarà una comunicazione chiara, penso che possa accettare anche un ruolo diverso, magari giocando da titolare soprattutto in Champions League. Allegri ha inoltre la capacità di non perdere nessun elemento della rosa: se Lang e Lucca rimangono, li mette dentro. Lang è entrato e ha fatto subito una grande partita, Lucca ha creato scompiglio e Vergara può essere un’arma importante a gara in corso.
I cinque cambi? Abituiamoci a vedere titolari come Alisson Santos e Politano e poi giocatori come De Bruyne, Lang o Vergara entrare durante la partita. Allegri costruisce le sue gare sui 100-105 minuti e utilizza molto i cinque cambi. In questo senso, la profondità della rosa può diventare un’arma importantissima.
Serie A? Il Napoli mi sembra una squadra più adatta ad Allegri rispetto al Milan dello scorso anno, perché è più ricca di campioni e più solida. Deve migliorare dal punto di vista del gioco, ma alla lunga la vedo come la principale candidata a inseguire l’Inter. L’Inter si è rinforzata e continua ad avere la stessa identità di gioco, quindi per me resta la squadra da battere. Mi ha sorpreso anche il Milan, perché alla prima giornata ho visto subito un’idea di gioco. È una cosa importante, soprattutto considerando quanti giovani sono arrivati nel nostro campionato e l’intensità che possono portare. Un calcio più intenso può essere utile anche a livello europeo, dove le squadre sono abituate a giocare a ritmi decisamente più elevati rispetto alla Serie A».