Pistocchi stronca il Napoli: «Con Allegri modello di gioco obsoleto. Se continua così rischia anche la Champions»

Scritto da il 31 agosto 2026

Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, il giornalista Maurizio Pistocchi ha commentato duramente la prestazione del Napoli contro il Como, criticando il modello di gioco di Massimiliano Allegri, le scelte di mercato e il nuovo corso arbitrale targato Daniele Orsato.

«Napoli-Como? Devo purtroppo dirvi che, dopo aver seguito tutte le partite del Napoli dai tempi di Benitez fino a oggi, dopo ieri il Napoli non lo guardo più. Aspetterò i risultati. Perché se devo vedere un Napoli di quel tipo e sentire l’allenatore dire che bisogna accettare di non giocare, sinceramente rimango basito. Allegri ha detto una cosa che mi ha lasciato davvero perplesso: “Quando capisci che non puoi giocare, devi accettare di non giocare”. Ma come si può accettare di non giocare? Io sono lontanissimo da questa mentalità.  Abbiamo visto il Napoli di Benitez, che aveva dei difetti ma giocava a calcio. Abbiamo visto quello di Sarri, che aveva dei limiti ma giocava un grande calcio. Abbiamo visto il Napoli di Spalletti e anche lì abbiamo visto un grande calcio. Adesso siamo arrivati al punto che, se l’avversario gioca meglio di te, il consiglio alla squadra è smettere di giocare. Sinceramente non so più come commentare una cosa del genere.

La partita? Il caldo c’era per tutte e due le squadre. Il problema è stato un altro: mentre il Como riusciva a giocare mantenendo il controllo del pallone anche negli spazi stretti, con qualità e intelligenza, il Napoli non riusciva a pressare, non riusciva a recuperare palla e soprattutto non riusciva a prendere contromisure al gioco del Como. Il Napoli è stato in difficoltà nel pressing, nei raddoppi e nelle chiusure. Il Como ha fatto un possesso palla di grande qualità anche negli spazi stretti e questo non è semplicemente un talento innato dei giocatori: è lavoro, è lavoro che si fa durante la settimana.  

E allora io mi chiedo: come lavora il Como durante la settimana e come lavora il Napoli? Perché poi il lavoro settimanale deve emergere sul campo. I giocatori mettono in pratica quello che sanno fare e seguono le indicazioni dell’allenatore. Per questo, secondo me, le difficoltà tattiche del Napoli non possono essere attribuite soltanto ai calciatori. Per me il Napoli parte da due partite negative. Contro il Genoa è arrivata una vittoria che, a mio avviso, non è stata meritata, perché il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Alla fine della partita facevo fatica a contare le vere occasioni create dal Napoli. Contro il Como abbiamo visto almeno settanta minuti di grande difficoltà. Il Napoli è stato in balia dell’avversario, con enormi problemi nel fare pressing e nel recuperare palloni. Il Como, invece, sapeva sempre cosa fare con la palla.

Mercato? Il Napoli ha troppi giocatori e soprattutto ha un’età media molto alta. Il problema è che oggi il peso di determinati contratti pluriennali con giocatori avanti con l’età rischia di condizionare anche le scelte future. Nonostante questo, continuo a pensare che il Napoli abbia la seconda rosa più forte del campionato. Davanti a tutti c’è l’Inter, ma subito dopo metto il Napoli. Però una rosa forte non basta se poi non riesci a farla giocare secondo un’idea precisa. Il Napoli l’anno scorso è arrivato secondo a undici punti dall’Inter. Quest’anno, dopo poche giornate, rischia già di andare a meno sei se dovesse perdere lo scontro diretto a San Siro. Non sarebbe certamente un disastro, ma io continuo a chiedermi come sia venuto in mente a De Laurentiis di scegliere un allenatore reduce da una stagione negativa al Milan e soprattutto portatore di un modello di calcio che, secondo me, è obsoleto e antiquato. Non è il calcio con cui i tifosi del Napoli hanno vinto e si sono divertiti negli ultimi sei o sette anni. Questa è la vera differenza.

Il Napoli è competitivo per lo scudetto? Per quello che ho visto finora, la mia risposta è no. E aggiungo una cosa: se continua a giocare così, per me rischia di non andare neanche in Champions League. Naturalmente la squadra può migliorare e tutto dipenderà dal lavoro che verrà fatto durante la settimana. Ma se il Napoli continua a esprimersi così, ci sono squadre che giocano meglio. L’Inter gioca meglio, il Como sta giocando un calcio di altissimo livello, la Juventus con gli ultimi acquisti può fare un campionato importante. Poi ci sono Milan, Roma e Atalanta. Per entrare in Champions quest’anno servirà fare meglio rispetto alla scorsa stagione dal punto di vista della qualità del gioco. Già l’anno scorso avevamo criticato alcune prestazioni di Conte, perché non sempre il livello era stato adeguato. Quest’anno la concorrenza sarà ancora più forte. Il Napoli deve anche chiarirsi le idee dal punto di vista tattico. Vuoi giocare a cinque? Gioca a cinque. Ma devi crederci. Se invece vuoi giocare in un altro modo, devi mettere la squadra nelle condizioni di esprimersi meglio. Non si può vivere continuamente nell’incertezza.

VAR e nuovo corso arbitrale? Io avevo scritto prima dell’inizio del campionato quello che sarebbe potuto accadere. Se Collina, che è il capo degli arbitri FIFA, va in una direzione e Rosetti, responsabile degli arbitri UEFA, va in un’altra, e Orsato decide di limitare maggiormente l’utilizzo del VAR, allora dobbiamo aspettarci che possa succedere di tutto. E infatti, secondo me, in queste prime giornate sta già succedendo di tutto. Ci sono stati episodi clamorosi dal punto di vista tecnico: penso al gol del Napoli contro il Genoa, al rigore non concesso alla Roma, ad alcuni episodi di mano e alle spinte in area che non sono state valutate.

Non capisco questa storia della “linea Orsato”. Esiste un regolamento e il regolamento deve essere applicato. La regola 12 dice chiaramente che spingere o trattenere un avversario è un comportamento falloso. Non esiste nel regolamento una distinzione tra spinta leggera, forte o evidente. Se cominciamo a introdurre interpretazioni troppo soggettive, rischiamo di consentire una disparità di giudizio. E quando c’è troppa discrezionalità, il rischio è quello di favorire le squadre più forti a discapito delle più piccole. Io amo un calcio nel quale una squadra come il Frosinone può andare a Firenze e vincere 3-0. Mi piace un calcio nel quale non esistono padrini e nel quale tutti possono competere alle stesse condizioni.

Per me il VAR è stato importante proprio perché ha contribuito a limitare gli errori arbitrali. Non è un caso che il Napoli abbia vinto due scudetti negli ultimi cinque anni. Il VAR può essere migliorato, certamente, ma il problema è sempre stato il protocollo. Quando dici che il VAR deve intervenire soltanto in caso di “chiaro ed evidente errore”, metti in difficoltà chi deve decidere. Che cosa significa esattamente chiaro ed evidente? È un’espressione che lascia troppo spazio all’interpretazione.

Dopo queste prime giornate, per me è abbastanza evidente che Inter e Como siano le due squadre che hanno espresso il miglior calcio dal punto di vista qualitativo. Naturalmente siamo soltanto all’inizio e le cose possono cambiare, perché le grandi squadre spesso arrivano alla migliore condizione più avanti nella stagione. Ma per quello che abbiamo visto finora, questa è la mia fotografia del campionato: l’Inter e il Como sono le squadre che hanno giocato meglio, mentre il Napoli deve cambiare passo e soprattutto trovare un’identità di gioco».


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