Napoli, Altamura: «Spogliatoio spaccato e senza leader. Se perde male con la Lazio, Allegri rischia»
Scritto da Ciro Gaipa il 6 novembre 2026
Il giornalista Marcello Altamura ha parlato ai microfoni di Punto Nuovo Sport
Il ritiro e la presenza di De Laurentiis
«Il ritiro può fare bene, soprattutto nei momenti di difficoltà, ma la cosa più importante è che i calciatori sentano la presenza della società e del presidente. A Porto il Napoli non era rappresentato da De Laurentiis, dal figlio del presidente o dall’amministratore delegato: mancavano figure che potessero aiutare Allegri a compattare la squadra. Ben venga, dunque, il ritiro, ma con il presidente presente. Se qualcuno ha intenzione di alzare i toni nello spogliatoio, davanti a De Laurentiis ci penserà due volte. È importante che la società faccia sentire la propria vicinanza alla squadra».
La contestazione dei tifosi e la sfida contro la Lazio
«I tifosi hanno tutto il diritto di essere arrabbiati. Il momento è brutto come non lo era mai stato. È facile fare appelli all’unità della piazza quando le cose vanno male e si ha paura di fallire. La contestazione è comprensibile, ma deve essere assolutamente civile. La partita contro la Lazio sarà molto complicata, anche per le tante assenze. In allenamento non si possono inventare soluzioni da un giorno all’altro. Le possibilità di cambiare qualcosa sono limitate: si può provare a utilizzare Lang a tutta fascia al posto di Vergara oppure riportare De Bruyne in cabina di regia, ma non molto altro».
L’emergenza infortuni e il rischio di un’altra sconfitta
«È un momento difficile, anche perché alcuni calciatori torneranno soltanto dopo la sosta. Paradossalmente, però, questa partita non deve essere fallita. Se il Napoli dovesse perdere contro la Lazio in maniera pesante, come è accaduto contro il Porto, credo che qualcosa potrebbe succedere. Al di là delle notizie secondo cui Allegri sarebbe blindato, una sconfitta molto brutta potrebbe aprire delle riflessioni».
Spogliatoio diviso e mancanza di leadership
«Non c’è unità, la squadra è spaccata in due. Penso ai veterani, a giocatori come Politano e Di Lorenzo, che sono sempre stati presenti. Quando le cose vanno bene, certe situazioni si riescono a gestire; quando invece arrivano le difficoltà, i problemi emergono.Il Napoli è una squadra che ha poca compattezza e pochi leader. Negli ultimi anni il vero punto di riferimento dello spogliatoio è stato sempre l’allenatore: prima Spalletti, poi Conte. Quando è mancata una figura forte, come nell’anno del decimo posto, sappiamo tutti come sono andate le cose. Questa squadra ha poca personalità e manca di leadership. Quando i risultati non arrivano, questi limiti vengono fuori in tutta la loro evidenza».
Allegri rischia in caso di un’altra batosta?
«Nel calcio, quando le cose vanno male, alla fine è sempre l’allenatore a pagare. Non puoi mandare via dieci giocatori e, soprattutto, non siamo a gennaio: pensare a una rivoluzione in questo momento è complicato. Se il Napoli dovesse pareggiare o perdere contro la Lazio, credo che De Laurentiis potrebbe comunque andare avanti con Allegri. Se invece arrivasse una sconfitta pesante, una batosta simile a quella contro il Porto, allora qualcosa da valutare ci sarebbe. E con la sosta alle porte, potrebbero esserci delle riflessioni».
De Laurentiis e Allegri devono rivedere la comunicazione
«L’atteggiamento di De Laurentiis in questa stagione ricorda quello dello scorso anno. Dopo Napoli-Udinese aveva detto che, senza infortuni, la squadra avrebbe chiuso molto più in alto. Adesso abbiamo sentito dichiarazioni secondo cui il Napoli sarebbe talmente forte da poter essere allenato da chiunque. Credo che il presidente debba riconoscere di aver sbagliato. Come accaduto nell’anno del decimo posto, bisognerebbe ammettere gli errori, cercare di salvare il salvabile e poi capire cosa fare. Anche Allegri e De Laurentiis dovrebbero raddrizzare la comunicazione e prendere atto della situazione. Ci sono ancora obiettivi da conquistare, ma bisogna essere realisti e assumersi le proprie responsabilità».