Dalla consolle all’anima: la metamorfosi “ostinata e contraria” di Francesco Pergola
Scritto da Bruno Gaipa il 11 gennaio 2026
Dalla consolle all’anima: la metamorfosi “ostinata e contraria” di Francesco Pergola
RIASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO PERGOLA
Esistono momenti, nella vita di un artista, in cui la pelle che si indossa inizia a stare stretta. Per Francesco Pergola, quel momento è arrivato nel 2023, segnando il passaggio definitivo da una carriera folgorante nel mondo del clubbing elettronico a una dimensione cantautorale intima, organica e profondamente riflessiva.
Ospite negli studi di Radio Punto Nuovo, Francesco ci ha raccontato questa transizione, che definisce come un “percorso naturale”. Partito a soli 17 anni come DJ, calcando i palchi dei grandi club europei, Pergola ha sentito l’esigenza di tornare alle sue radici: il rock, la musica suonata e quel background anglosassone che vede in Peter Gabriel e Michael Jackson i suoi pilastri.
La scintilla del cambiamento
Non si è trattato di una rottura violenta, ma di una maturazione necessaria. “Il mondo della notte mi ha dato tanto, mi ha permesso di girare e fare gavetta,” ha spiegato l’artista, “ma forse non mi rappresentava al 100%”. La decisione di virare verso uno stile più introspettivo ha dato vita a “Stream”, un album che Pergola descrive come un atto di difesa della propria sensibilità.
Il “Sognatore” e la nuova consapevolezza
Al centro di questa metamorfosi c’è la figura del sognatore. In un’epoca che corre e consuma tutto velocemente, Pergola propone di rallentare: “Il sogno è la vita stessa, è dare sfogo alle esigenze personali e fare le cose più con il cuore che con la testa”.
Questa nuova consapevolezza lo ha portato fino ai Real World Studios, dove ha collaborato con leggende come Simon Phillips e Chris Hughes, imparando che la vera produzione artistica nasce dall’umanità e dal confronto.
Un futuro in direzione contraria
La metamorfosi di Francesco Pergola non si ferma a “Stream”. L’artista è già proiettato verso il prossimo disco, con una maturità nuova e una visione chiara del music business. La sua è una via, citando De André, “ostinata e contraria”: una ricerca costante di verità che preferisce l’emozione pura del live alla frenesia dei bpm.