De Core: “Il Napoli paga la stanchezza dei suoi giocatori chiave. Caos calendario? Sistema imbarazzante”
Scritto da Ciro Gaipa il 14 maggio 2026
A Radio Punto Nuovo, nel corso di “Punto Nuovo Sport”, è intervenuto Francesco De Core, caporedattore di Repubblica.
«Quello che sta accadendo attorno al calendario del calcio italiano è francamente imbarazzante e, se vogliamo dirla tutta, è lo specchio di un sistema che fatica a organizzarsi anche sulle cose più elementari. Sapevamo da tempo della concomitanza con gli Internazionali di tennis eppure si è arrivati comunque a un intreccio di date, rinvii, ricorsi e decisioni contrastanti che danno l’idea di un caos totale. Non è solo una questione sportiva, ma di gestione, di metodo, di credibilità.
Si parla di Serie A come di un campionato di alto livello, ma poi non si riesce a gestire una programmazione senza arrivare all’ultimo minuto. E in tutto questo, naturalmente, ci finiscono dentro anche le squadre coinvolte nella corsa Champions, compreso il Napoli, che si ritrova a vivere una coda di stagione condizionata da un contesto che non aiuta nessuno.
Detto questo, io credo che il vero tema sia il campo. Perché Napoli-Bologna ha lasciato sensazioni che non possono essere ignorate. Ho visto una squadra poco lucida, a tratti superficiale, lontana da quella identità che di solito riconosciamo nelle squadre di Antonio Conte. E questo è l’aspetto che più sorprende.
Le squadre di Conte hanno sempre una base chiara: intensità, riaggressione, attenzione continua. Contro il Bologna, invece, il Napoli è sembrato intermittente, acceso solo a tratti, quasi mai davvero dentro la partita con continuità. E quando abbassi quel livello, poi paghi. Anche contro avversari che magari non stanno vivendo il loro momento migliore.
Io non credo molto al discorso delle “motivazioni” come alibi. Il Bologna che motivazioni aveva? Il Parma? Il Verona? Nel calcio professionistico questo tipo di lettura regge fino a un certo punto. Piuttosto, mi sembra un Napoli che in questo momento ha perso brillantezza, forse anche energie, e questo si riflette inevitabilmente sulle prestazioni.
E poi c’è un altro dato: diversi giocatori importanti non sono al massimo. Ci sono elementi che hanno tirato la carretta per tutta la stagione e che adesso mostrano inevitabilmente segni di stanchezza. Quando calano i riferimenti principali, cala tutta la struttura della squadra.
La trasferta contro il Pisa non va comunque banalizzata, perché nel calcio le partite “scontate” non esistono. Però è evidente che, sulla carta, il divario tecnico è importante. Il problema del Napoli, semmai, è il Napoli stesso: l’approccio, la gestione mentale, la capacità di non sentirsi già arrivati.
Sul futuro, inevitabilmente, si apre il tema Conte. E qui serve una riflessione seria, non emotiva. Il rapporto tra allenatore e società non può vivere di interpretazioni o messaggi indiretti. Serve chiarezza, perché Aurelio De Laurentiis e Conte devono sedersi e capire se esiste ancora una visione comune oppure no.
Perché Conte è un allenatore che ha bisogno di progettualità forte, immediata, concreta. E il Napoli, dal canto suo, deve capire che tipo di ciclo vuole aprire. Non si può andare avanti per inerzia o per contratti.
Se si guarda invece al mercato, è evidente che non tutto ha funzionato. Alcuni investimenti non hanno reso come ci si aspettava, anche per ragioni tattiche o fisiche. L’unico vero colpo che ha dato continuità e impatto mi sembra Alisson Santos, giocatore che ha portato energia, qualità e margini di crescita importanti.
In generale, però, questa è una stagione che richiederà una riflessione profonda. Perché anche un secondo posto, se arriverà, non cancella le difficoltà emerse nelle ultime settimane. E nel calcio, più delle classifiche, spesso restano le sensazioni con cui arrivi alla fine del percorso».