Iannone: «Il nuovo corso del VAR riporta l’arbitro al centro. Su De Bruyne, la decisione di Orsato è legittima»
Scritto da Ciro Gaipa il 24 agosto 2026
Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’ex arbitro Antonio Iannone ha analizzato la discussa decisione dell’arbitro Orsato in occasione del gol di Kevin De Bruyne in Genoa-Napoli, soffermandosi anche sul nuovo corso del VAR e sulla volontà di riportare l’arbitro al centro delle decisioni.
«Contatti e VAR? Il contatto fa parte del calcio. Con l’introduzione della moviola, del fermo immagine e del VAR si è cercato di arrivare a una maggiore uniformità di giudizio, ma bisogna ricordare qual è la ratio dello strumento tecnologico: intervenire soltanto in presenza di chiari ed evidenti errori.
La nuova gestione del VAR? C’è stata una modifica sostanziale rispetto al campionato appena concluso. Con il nuovo corso guidato da Orsato e dalla sua commissione, si è scelto di riportare l’arbitro al centro del giudizio sulle situazioni di campo, limitando l’intervento del VAR ai casi previsti dal protocollo. Nel caso di Genoa-Napoli è accaduto proprio questo.
Sul contatto di De Bruyne? L’episodio è molto particolare. De Bruyne cerca di andare sul pallone, mentre il giocatore del Genoa interviene con il corpo. A mio avviso non c’è una giocata sul pallone da parte di De Bruyne e l’azione si sviluppa molto rapidamente. L’arbitro era in ottima posizione, con una visuale libera, e ha ritenuto di non dover intervenire. Le immagini televisive non permettono nemmeno di comprendere perfettamente l’entità del contatto.
La decisione di Orsato è legittima, così come sarebbe stata legittima una decisione diversa. Bisogna lasciare all’arbitro la possibilità di valutare l’azione attraverso la propria esperienza, sensibilità e posizione in campo, senza demandare ogni decisione allo strumento televisivo. Altrimenti si rischia di snaturare il gioco del calcio.
Il nuovo corso può portare maggiore coerenza? Mi auguro di sì. Se si decide di riportare l’arbitro al centro, bisogna avere il coraggio di portare avanti questa linea per tutta la stagione. La vera sfida sarà garantire uniformità nelle 38 giornate: situazioni simili dovranno essere valutate secondo gli stessi principi, perché è questo che chiedono soprattutto i tifosi e gli addetti ai lavori».