La morte di Domenico, Fico: “Storia di errori e omissioni”
Scritto da Valentina Ripa il 8 aprile 2026
Ha elencato i fatti accaduti dal 22 dicembre, il giorno prima del ricovero della speranza per avere un cuore nuovo, a quello della morte e ai successivi, quando sono state assunte alcune decisioni. Il governatore Roberto Fico, oggi nell’aula del Consiglio regionale convocato in seduta straordinaria, ha raccontato senza omettere alcun particolare la tragica vicenda di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e mezzo morto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. E poi ha ammesso di aver saputo della gravità della vicenda solo dalla stampa. Ha espresso solidarietà ai genitori del piccolo e ha garantito che per i trapianti in Campania si volta pagina.
“Nessun provvedimento potrà restituire Domenico alla sua famiglia. E’ inutile negarlo”, ha riconosciuto Fico, assicurando che accanto all’indagine della magistratura che dovrà fare il suo lavoro, la Regione procederà con un accertamento rapido e senza sconti, ribandendo inoltre che la Regione stessa si costituirà parte civile nell’eventuale processo. Un lavoro, quello delle verifiche in capo all’amministrazione, finalizzato a comprendere cosa non ha funzionato. La vicenda di Domenico, ha sottolineato il governatore, è “la storia di un sistema che, su più livelli e per un periodo troppo lungo, ha visto reiterare errori e omissioni”. Poi la promessa: in Campania, la regione dove il numero di nascite è sempre tra quelli più alti d’Italia, “ci sarà una cardiochirurgia pediatrica di prossimità totalmente efficace ed efficiente”.
Alla fine, l’Aula ha approvato all’unanimità una risoluzione auspicando “interventi urgenti per il rafforzamento del sistema trapianti”. In Campania lo scorso anno le donazioni sono aumentate del 38 per cento. Un dato, è stato evidenziato durante il dibattito, che non si può trascurare, un trend che dovrà essere sostenuto nel 2026, anche nel nome di Domanico.